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L’affascinante storia dell’Accademia Musicale di Santa Cecilia

L’Accademia Nazionale di Santa Cecilia è una delle istituzioni musicali più antiche del mondo. Fondata ufficialmente nel 1585, si è evoluta nel corso dei secoli da organizzazione di musicisti in gran parte “locali” a moderna accademia e organizzazione di concerti sinfonici di fama internazionale. Unendo un corpo accademico di 100 tra i più illustri esponenti della cultura e della musica con un’orchestra sinfonica e un coro tra i più rinomati a livello internazionale, l’Accademia svolge una formazione musicale professionale e conserva un ricchissimo patrimonio storico, riflettendo così il proprio multi- storia del secolo.

Sir Antonio Pappano è Direttore Musicale dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia dall’ottobre 2005; era già diventato Direttore Musicale del Covent Garden di Londra nel settembre 2002.

Nell’ottobre 2017 si è svolta la prima tournée di Askonas Holt con l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, in cui l’orchestra si è esibita negli Stati Uniti con Sir Antonio Pappano, Martha Argerich e Beatrice Rana, a Boston, Rochester NY e Washington DC.

Fondata ufficialmente nel 1585, si è evoluta nel corso dei secoli da organizzazione di musicisti in gran parte “locali” a moderna accademia e organizzazione di concerti sinfonici di fama internazionale. Unendo un corpo accademico di 100 tra i più illustri esponenti della cultura e della musica con un’orchestra sinfonica e un coro tra i più rinomati a livello internazionale, l’Accademia svolge una formazione musicale professionale e conserva un ricchissimo patrimonio storico, riflettendo così il proprio multi- storia del secolo.

Nel maggio del 1585 papa Sisto V pubblicò la bolla “Ratione congruit”, atto che fondava ufficialmente la Congregazione dei Musici sotto l’invocazione della Beata Vergine e dei Santi Gregorio e Cecilia. San Gregorio e Santa Cecilia), legando la Vergine ai due patroni della musica per eccellenza. A Gregorio Magno è tradizionalmente attribuito il merito di aver istituito il canto ecclesiastico – noto come canto gregoriano – e Cecilia fu la vergine martire tardo medievale che gradualmente sostituì David nel ruolo di patrono della musica. La sua prima sede fu la Chiesa di Santa Maria ad Martires, meglio conosciuta come il Pantheon. Successivamente la Congregazione mutò sei volte sede ecclesiastica, dal Pantheon (1585-1622) a San Paolino alla Colonna (1622-52),

Il sodalizio era già a buon punto verso la metà degli anni Settanta del Cinquecento, spinto da un gruppo di musicisti che comprendeva i più importanti compositori attivi a Roma all’epoca, tra cui notabili come Giovanni Pierluigi da Palestrina, Luca Marenzio, e membri di le famiglie Anerio e Nanino. Nata come associazione di categoria, con finalità sia artistiche che caritative, la Congregazione si trovò presto osteggiata dai Cantori Sistina, l’altra importante organizzazione musicale della Roma Pontificia; la discordia continuò fino alla fine del regno pontificio. Il dissenso fu infatti così vivo da suscitare nel 1624 il Breve di papa Urbano VIII, in cui il pontefice cedeva ai Ceciliani il controllo della professione, dell’insegnamento e dell’editoria musicale a Roma. Fu revocato due anni dopo su pressione dei Sistina.

Infine, nel 1685, la Congregazione stabilì una propria sede a San Carlo ai Catinari, dove fino al 1848 la Cappella barocca di Santa Cecilia e l’attiguo oratorio furono testimoni di riunioni segrete, assemblee generali e splendide feste musicali. La Congregazione, suddivisa nelle tre categorie professionali di maestro di cappella, strumentista e cantante, fin dall’inizio si sottopose a una rigida organizzazione gerarchica. Il capo fu il Cardinale protettore (presidente onorario), poi il Cardinale primicerio (presidente effettivo), entrambi alti prelati di curia, cui seguirono gli incarichi di guardiano, tesoriere, segretario, consigliere, organizzatore di feste, visitatore di carcerati, membri del consiglio della sagrestia e infermieri – tutti eletti dai membri. Alcuni nomi di spicco della Congregazione in questo periodo furono Arcangelo Corelli,
Un periodo particolarmente splendido si svolse mentre il cardinale Pietro Ottoboni era protettore della Congregazione (1691-1739). Il Breve del 1716 di papa Innocenzo XI obbligava tutti i musicisti che lavoravano a Roma ad iscriversi come soci di Santa Cecilia. Un altro evento degno di nota fu la nomina nel 1774 della prima socia donna, la compositrice Maria Rosa Coccia.
Verso la fine del secolo, un nuovo Breve pontificio firmato da Pio VI nel 1794 sanciva ancora una volta i privilegi dei soci di Santa Cecilia, che ne confermavano la fedeltà al papato in una delle epoche più difficili dello Stato Pontificio, segnato com’era da i venti della rivoluzione che soffiano in Europa. Il verbale della Congregazione del 17 luglio 1797 è l’ultimo prima di una pausa nella sua attività ufficiale. A parte una breve parentesi documentata tra il 1803-09, non riprenderà la regolare attività fino al 1822, con l’avvento della Restaurazione.

A partire dall’Unità d’Italia, nuove e diverse peregrinazioni attendevano la Regia Accademia di Santa Cecilia. Proseguì la ricerca di una sede adeguata per la fiorente attività concertistica incentrata sui repertori sinfonici, cameristici e corali iniziata nel 1895 con la fondazione di un coro stabile e di un’orchestra e l’avvio di regolari stagioni concertistiche che si sono protratte fino ai giorni nostri. E se i suoi uffici, prima ospitati come ospiti nel Ferro di cavallo di Via di Ripetta insieme a quelli dell’Accademia Filarmonica Romana e di altre istituzioni, trovassero presto una definitiva abitazione all’interno dell’ex Convento delle Orsoline in via Vittoria, i concerti stessi si sarebbero spostati dalla Sala Accademica (1895-1908) all’Augusteo (1908-1936) al Teatro Adriano (1936-46).

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