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L’affascinante storia geologica del vulcano Stromboli

Stromboli è una piccola isola nel Mar Tirreno, al largo della costa settentrionale della Sicilia, contenente uno dei tre vulcani attivi in ​​Italia. È una delle otto Isole Eolie, un arco vulcanico a nord della Sicilia. Questo nome deriva dal nome del greco antico Strongule che gli è stato dato a causa della sua forma rotonda e rigonfia. La popolazione dell’isola è compresa tra 400 e 850 persone. Il vulcano ha eruttato molte volte ed è costantemente attivo con eruzioni minori, spesso visibili da molti punti dell’isola e dal mare circostante, da cui deriva il soprannome dell’isola (Faro del Mediterraneo). L’ultima grande eruzione è stata il 13 aprile 2009. Stromboli si trova a 926 m sul livello del mare e in media oltre 2.700 m sul fondo del mare. Ci sono tre crateri attivi al picco.

Una caratteristica geologica significativa del vulcano è la Sciara del Fuoco, una grande depressione a forma di ferro di cavallo generata negli ultimi 13.000 anni da numerosi crolli sul versante nord-occidentale del cono. Due chilometri a nord-est si trova Strombolicchio, il residuo della spina vulcanica del vulcano originario. Il monte Stromboli è stato in eruzione quasi continua negli ultimi 2000 anni. Viene mantenuto uno schema di eruzione in cui si verificano esplosioni ai crateri sommitali, con eruzioni da lievi a moderate di bombe vulcaniche incandescenti, a intervalli che vanno da minuti a ore. Questa eruzione stromboliana, come è nota, è osservata anche in altri vulcani del mondo. Le eruzioni dai crateri sommitali si traducono tipicamente in alcune brevi, miti, ma energiche esplosioni, alte fino a poche centinaia di metri, contenenti cenere, frammenti di lava incandescente e blocchi di pietra. L’attività del monte Stromboli è quasi esclusivamente esplosiva, ma le colate laviche si verificano in momenti in cui l’attività vulcanica è elevata, un’eruzione effusiva si è verificata nel 2002, la prima in 17 anni, e di nuovo nel 2003, 2007, 2013 e 2014.

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