la penisola delle Eccellenze

Il comprensorio di Lapio, piccolo borgo della Valle del Calore, è reputato storicamente una terra d’elezione del Fiano. Questo vitigno ha rischiato seriamente di scomparire nel secondo dopoguerra ed è stato riportato in auge a partire dagli anni Sessanta grazie al faticoso lavoro di recupero della famiglia Mastroberardino, e in particolare di Antonio Mastroberardino.

La tenuta di Lapio si trova in un angolo di areale condiviso dal Taurasi DOCG e dal Fiano di Avellino DOCG, condizione comune anche all’area di Montefalcione. I vigneti sono localizzati su una collina che guarda a sud-ovest, caratterizzata da buona ventilazione e terreno prevalentemente argilloso e ricco di scheletro. In questo particolare sito il Fiano si caratterizza per una maggiore impronta aromatica, associata a struttura e mineralità, derivanti dalle caratteristiche del suolo.

Lapio, situato a 480 mt sul livello del mare, con il suo clima secco e ventilato ideale per la viticoltura, è il maggiore centro di produzione del Fiano di Avellino ed uno dei pochi comuni a vantare la doppia denominazione del Fiano e del Taurasi.
Nel settecento, oltre al Convento Francescano di Santa Maria degli Angeli e ai Filangieri, si affermò anche una rete di medi e piccoli proprietari, che producevano uva fiana nelle migliori aree del territorio comunale. Il colle di Arianiello si eleva al di sopra della valle del Calore dall’altro lato rispetto a Taurasi.

La sua posizione rispetto ai rilievi circostanti, più che la sua altezza sul livello del mare, determina delle condizioni ottimali per la coltivazione della vite.

Il sito risente della protezione ad est della catena dei Picentini i cui rilievi più vicini sono il monte Luceto di 1296 metri, il monte Cervarosa di 1079 metri ed il monte Guardiola di 917 metri ed ad ovest dalla catena del Partenio.

In alcune serate si riesce a percepire olfattivamente la corrente del golfo, carica di emozioni marine, proveniente dal quadrante sud ovest che insinuandosi appunto tra le valli del Calore ad est e del Sabato ad ovest riesce a donare a questa terra le peculiarità da tutti riconosciute.

La scheda tecnica del Fiano Docg, fiore all’occhiello del territorio di Lapio

L’amore per il proprio lavoro, l’attenta selezione delle uve, il rispetto delle tecniche di vinificazione e la supervisione di un competente ed attento enologo, danno vita
ad un Fiano dai profumi intensi e fini di frutta matura e fiori di tiglio.