la penisola delle Eccellenze

Passeggiare per San Gregorio Armeno, nel cuore di Napoli, è un viaggio di emozioni che andrebbe compiuto almeno una volta nella vita. In Campania, l’arte dei maestri artigiani che realizzano i pastori, rigorosamente fatti a mano, rappresenta una perfetta simbiosi tra fede, cultura, storia e ingegno.

Siamo di fronte a una vera e propria arte.

L’antica arte presepiale, pur facendo riferimento alle vicende legate alla nascita di Gesù bambino come rappresentante nelle Sacre scritture alla base delle principali religioni monoteiste, fa parte a pieno titolo delle tradizioni moderne nei cinque continenti. Il fatto di celebrare la nascita di quel bambinello, in un contesto familiare certo difficile per via delle persecuzioni razziali e della relativa difficoltà economica, è comunque apprezzato per il suo simbolismo oltre all’aspetto strettamente commerciale in ogni cultura.

Il presepe napoletano viene tradizionalmente ambientato nei contesti partenopei del settecento, con le sue scene di vita quotidiana fra i vicoli di quei luoghi, benché sia tutto piuttosto lontano dalla realtà del medio oriente di 2000 anni fa.

Questa vera e propria forma d’arte si è mantenuta sostanzialmente inalterata nei secoli, arrivando a farsi conoscere nei quattro angoli del globo come uno dei simboli della Napoli amata da turisti e non. È, infatti, la celebre via San Gregorio Armeno uno dei principali punti di interesse del centro storico napoletano che merita assolutamente di essere visitato in ogni momento dell’anno: vetrine, maestri scultori all’opera, statuette meccanizzate in azione ne fanno il mondo dei balocchi per grandi e piccini. Per l’industria turistica è anche un modo per destagionalizzare il business, senza perdere l’identità culturale dei luoghi, ancor meglio se in combinazione con l’eccellente enogastronomia locale.

La prima traccia documentata della presenza di un presepe a Napoli è impressa in un atto notarile del 1021, mediante la citazione della Chiesa di Santa Maria “ad praesepe”. Dai successivi secoli, poi, sono arrivate fino ai giorni nostri varie statue come quella della Madonna del Museo Nazionale di San Martino.

La nascita del maestro scultore delle figure che compongono i presepi è fatta risalire al XV secolo, dei veri artisti impegnati nella creazione di quelle specifiche opere. Merita una menzione Pietro Belverte che, nel 1507, per la prima volta ambienta la Natività in una grotta di pietre reali. Ed ancora l’artista Domenico Impicciati che sembrerebbe essere stato il primo a creare le statuine in terracotta per uso privato nel 1532.