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L’arte italiana e il Romanticismo: tra politica e amore, le immagini del caposcuola Francesco Hayez

Il Romanticismo italiano non condivise il realismo del Romanticismo francese e s’identificò soprattutto con il Risorgimento, il movimento dei patrioti che lottavano pe la formazione di una Stato unitario e indipendente dallo straniero. Questa circostanza coincise con l’affermazione dei temi tratti dalla storia medievale della penisola italiana. Il caposcuola del Romanticismo italiano fu Francesco Hayez (1791 – 1882) che animò le sue appassionate rievocazioni storiche con un intento politico libertario. I Vespri siciliani rievocando la ribellione siciliana del 1282 a danno degli Angioini, esortavano a proseguire la lotta di liberazione. Nei dipinti di Hayez, le figure hanno atteggiamenti molto teatrali, quasi da melodramma, che denunciano chiaramente la formazione neoclassica dell’autore (A Roma nella cerchia del Canova). Anche lo stile è vicino a quello dei pittori classicisti. Hayez è famoso per i suoi quadri  sentimentali, come l’Ultimo bacio d Romeo a Giulietta. Ispirato alla celebre scena del dramma shakespeariano, rappresenta con linguaggio classicheggiante. Il bacio è diventato il simbolo dell’amore romantico. L’immagine dell’uomo e della donna che si baciano non solo affronta il tema dell’amore contrastato e infelice ma suggerisce una seconda interpretazione in chiave risorgimentale. Il quadro ebbe un tale successo che l’autore ne fece tre repliche. L’ambientazione è minimale ma si identifica come medievale. Il bacio è probabilmente un commiato evidenziato dai dettagli come l’abbigliamento dell’uomo, la postura del piede e un’ombra sulle scale che indicherebbero l’imminente partenza dell’uomo.

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