L’arte moderna italiana nel meraviglioso castello piemontese di Rivoli

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Il viaggio nell’arte moderna italiana rappresenta un percorso infinito di cultura e di scoperte, tutto da vivere, per professionisti del settore ma anche per semplici appassionati. Un intreccio straordinario tra passato e presente, tecniche antiche e moderne, personaggi geniali di ieri ed eccellenze del nostro tempo.
A Rivoli, prima tappa consigliabile nel nostro viaggio artistico-contemporaneo, si può arrivare anche con i trasporti pubblici di Torino, ma non è esattamente a Torino. Il Castello di Rivoli si trova subito a ovest del capoluogo, ed è un ex residenza dei Savoia, la dinastia che ha regnato sull’Italia dal 1861 al 1946. Negli anni ’80 il complesso è stato brillantemente ristrutturato, con grandi vetrate e scenografiche scale metalliche, appunto per ospitare arte contemporanea. Una volta che avete parcheggiato o siete scesi da un bus (nei fine settimana c’è una navetta compresa nel biglietto d’ingresso), a mezza altezza davanti al Castello vedete correre nell’aria un trenino, e avete subito un campione di quanto variata l’espressione artistica dei nostri anni possa essere.
Rivoli è forse il luogo prìncipe per l’arte povera, una corrente italiana che, come probabilmente sapete, non è affatto povera né per significato né per valore. Opere di artisti come Giuseppe Penone o Mario Merz possono passare di mano per milioni di euro. “Poveri” sono piuttosto i materiali, e “povero” è il linguaggio asciutto, netto, spesso immediato anche se non si tratta di figure umane. Nel Castello incontrate anche artisti internazionali di primissimo piano, e spalancate gli occhi davanti al drammatico cavallo imbalsamato di Maurizio Cattelan, che pende – simbolo di disperazione per isolamento – dal soffitto di una sala affrescata. (A proposito, non dimenticate che una più divertente opera di Cattelan si trova, in forma di monumento, a Milano in Piazza degli Affari, davanti alle ex Borsa Valori. Non ve la descriviamo, perché è bene sia una sorpresa. Segnatela, però, nel vostro taccuino come consigliabile tappa lungo la vostra esplorazione).

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