la penisola delle Eccellenze

Articolo di Saula Giusto

Qualche giorno fa ho partecipato a una delle degustazioni di VERO, Italian Traditional Food, in cui sono stati presentati i vini dell’azienda Le Velette e alcuni prodotti gastronomici.

Ci sono andata perché invitata da Stefano Saccoccio, brand ambassador di Le Velette, fidandomi della qualità dei prodotti che propone e per approfondire la conoscenza dei vini di questa azienda e del territorio di provenienza, l’orvietano, ogni giorno più interessante a livello enogastronomico.

https://www.tenutalevelette.com/

Confesso di non essermi, viceversa, per nulla documentata sul luogo in cui è stato realizzato l’evento, che avevo registrato unicamente sul calendario quale ‘Piazza di Santa Balbina’.

Non avevo infatti minimamente immaginato che avrei degustato ottimi vini, all’interno del complesso monumentale della Basilica di Santa Balbina, in una sala con volte a botte di grande bellezza, a cui si accede da un suggestivo giardino segreto, gli ‘Horti Balbinae’!

 

 

Beh, ancora una volta la mia bella Roma, così difficile da vivere, mi ha sorpresa e incantata…evviva!

La Basilica di Santa Balbina in Roma è un edificio di culto paleocristiano, situata in uno dei siti più antichi e belli della capitale: sul “piccolo Aventino”, nel rione di San Saba, di fronte alle Terme di Caracalla. E’ dedicata alla vergine e martire romana del II secolo, figlia di Quirino, un tribuno dell’esercito romano convertitosi al cristianesimo, insieme al quale subì il martirio.

La costruzione dell’edificio originario della Basilica sembra databile al IV secolo, ma apparteneva, probabilmente, inizialmente ad una delle ricche domus di zona, che solo più tardi fu trasformata in chiesa. La Domus è stata identificata con quella donata dall’imperatore Settimio Severo, all’inizio del III secolo, al suo amico Lucio Fabio Cilone, per due volte console e Prefetto di Roma.

Il convento che sorse accanto alla chiesa in epoca medievale, in cui oggi ancora dimorano le suore, si appoggi, invece, sui resti in opus mixtum (opera muraria ottenuta alternando strati di pietre ad altri di mattoni) di una struttura di epoca adrianea.

Un complesso di una bellezza unica, che ti catapulta per qualche ora in una dimensione antica e suggestiva.

 

 

L’organizzazione dell’evento si deve a Vero Italian Traditional Food: una società che promuove le eccellenze artigianali della gastronomia e della tradizione agroalimentare italiana PAT (Prodotti Agroalimentari Tradizionali) e ne sostiene la conoscenza internazionale; una startup che sostiene le migliori produzioni agroalimentari tradizionali, attraverso un sistema di distribuzione multicanale rivolto sia agli operatori del settore, sia al consumatore finale, in un rapporto diretto e senza intermediari.

https://www.veroitaliantraditionalfood.com/

 

Stefano Albano e Dario Formiconi
Stefano Albano e Dario Formiconi

 

La degustazione è stata condotta dal sommelier Dario Formiconi in maniera professionale, ma anche informale e divertente, dato il coinvolgimento attivo della platea per uno scambio di opinioni semplice e diretto.

Presenti in sala anche Stefano Albano, CEO e fondatore di VERO, che ha presentato la sua società e i suoi obiettivi, e Stefano Saccoccio, il brand ambassador di Le Velette che, assieme a Dario, ha raccontato la produzione e il territorio di questa cantina.

 

 

Quest’azienda si trova ad Orvieto, l’affascinante città umbra famosa per la sua rupe, visibile in lontananza percorrendo la A1. Una cittadina ricca di fascino, visitata da una gran moltitudine di turisti, che in ogni stagione la prendono d’assalto. Da un punto di vista vinicolo il paese ha una storia antica, che risale al VII secolo a.C., epoca in cui gli Etruschi introdussero la vite ed è sito su un terroir unico e vocatissimo; una zona in cui i bianchi la fanno da padrone, anche se non mancano interessanti esempi di rossi di pregio. Purtroppo, una storia di produzione volta, in passato, più alla quantità che alla qualità non è facile da ‘riscattare’, ma oggi in questa zona ci sono sempre più aziende che producono secondo standard qualitativi sempre più elevati, pronte a smentire ogni pregiudizio. Una di queste è proprio la storica Tenuta Le Velette, in mano alla stessa famiglia da 160 anni.

 

 

La tenuta, bellissima, fu acquistata, verso la metà del 1800, dalla famiglia Felici, celebri banchieri in Orvieto. Dalla linea femminile di tale famiglia discendono gli attuali proprietari, la famiglia Bottai. La Tenuta Le Velette abbina, oggi, le sue antichissime tradizioni alle tecnologie più moderne. L’ideale posizione dei terreni, oltre alla loro composizione di tipo tufaceo, così come la costante esposizione ai raggi del sole dall’alba al tramonto, favoriscono da sempre la coltura della vite in queste zone.

La Tenuta le Velette possiede circa 100 ettari di vigneti, è un’azienda storica di Orvieto che possiede particolari cantine scavate nel tufo, interessanti e visitabili.

 

 

Per quanto riguarda la produzione, l’azienda propone, oltre ai vini di più antica tradizione ascrivibili alle D.O.C. di Orvieto, etichette nate dell’introduzione di vitigni alloctoni e meno comuni in zona, sia bianchi che rossi. Accanto agli “Orvieto Classico”, prodotti con l’uvaggio tipico di questo vino, troviamo: Lunato, un Classico Superiore, Traluce, raffinato Sauvignon Blanc in purezza, Rosso di Spicca, uvaggio di Canaiolo e Sangiovese, Calanco, strutturato ed intenso Sangiovese e Cabernet Sauvignon affinato in barrique, Gaudio, Merlot in purezza dai sentori complessi ed altre interessanti proposte.

Ecco i miei appunti delle 6 etichette degustate.

 

 

IGT Umbria Grechetto Sole Uve 2015

Uve Grechetto 100%. Metà del mosto viene fermentato in acciaio inox, a temperatura controllata, la restante metà viene vinificata tradizionalmente, in fusti di rovere, senza controllo termico; riposa poi sulle fecce per 3-4 mesi; matura ancora 2-3 mesi in vasca per poi essere imbottigliato e commercializzato dopo un affinamento in bottiglia di almeno 6 mesi.

Giallo dorato carico e consistente. Al naso è intenso e complesso; presenta qualche nota regalata dall’uso del legno, che svanisce presto, con un po’ di ossigenazione. Per il resto, il corredo percepito è molto interessante e ‘fascinoso’: le note tipiche di un Grechetto ‘adulto’, tutte virate verso la frutta tropicale matura,’ vengono esaltate ed impreziosite da scorza di cedro maturo, quasi candito, fieno, ginestra, camomilla e zafferano; davvero ampio. Al palato ha raggiunto un ottimo equilibrio e regala un sorso pieno, morbido, molto sapido, rispondente, appagante, che chiude con un lungo sapore leggermente ammandorlato.

 

 

DOC Orvieto Classico Superiore Lunato 2018

Uve: Procanico (20%), Grechetto (40%), Malvasia (20%), Verdello (15%), Drupeggio (5%). Fermentazione in acciaio inox per 16-18 giorni a bassa; dopo un mese di affinamento sulle fecce, viene imbottigliato in febbraio e messo in commercio in marzo.

Giallo paglierino scarico e brillante. Molto intenso e verticale, lievemente aromatico, propone una bella fusione di sentori floreali e vegetali misti: gelsomino e maggiorana freschi, rosa bianca e foglia di pomodoro, leggerissima menta, a cui si uniscono agrumi gialli e frutta secca. Al palato è molto fresco, giovane e vibrante, sapido, dal frutto fresco croccante, specie agrume, lungo e dal finale leggermente ammandorlato.

 

 

DOC Rosso Orvietano Rosso di Spicca 2018

Uve: Sangiovese (85%), Canaiolo (15%). La fermentazione avviene in tini di cemento, a 25-26°C; segue la fermentazione malolattica e un breve periodo di riposo in vasca; il vino viene poi affinato per 4-5 mesi in botti di rovere e poi di nuovo qualche mese in vasca di cemento, prima di essere imbottigliato e commercializzato.

Regala un naso intrigante, intenso, di frutta rossa ancora giovane, ribes rosso, amarena, prugna e melagrana, a cui seguono un leggero pepe e spezie scure, poi grafite, ardesia e tabacco. Alla beva è fresco, sapido, rispondente, scalpitante, speziato e lascia a lungo un buon sapore e una bocca pulita.

 

 

IGT Umbria Sangiovese Accordo 2014

Uve: Sangiovese 100%. Fermentazione in vasche di cemento a 27°C per 8-10 giorni e successivo contatto con le bucce per 15-20 giorni. Dopo la svinatura e la fermentazione malolattica, affina in barriques per 8-12 mesi. Viene poi imbottigliato e lasciato riposare per almeno 12 mesi.

Rosso rubino carico, consistente. Al naso è molto dolce e presenta subito molti terziari ‘addolciti’, dati dall’uso delle barriques, che il tempo piano piano affievolirà: prevale il cioccolatino boero, il tabacco dolce, una leggera vaniglia, l’amarena sotto spirito, seguiti da hummus e da una netta nota balsamica. Anche il palato è in fase di ‘fusione’, anche nella retrolfattiva, ma si presenta comunque già in buon equilibrio tra morbidezza, tannino vellutato, buona freschezza e sapidità. Lungo e pulito nel finale.

 

 

IGT Umbria Merlot Gaudio 2013

Uve: 100% Merlot. Fermentazione in tini di cemento a 28°C per 7-9 giorni seguita da un breve riposo prima della fermentazione malolattica. Matura in barriques di rovere, in parte francese e in parte americano, per 13-16 mesi, per poi riposare ancora 3-4 mesi in vasca. A quasi 2 anni dalla vendemmia viene imbottigliato, per essere commercializzato dopo un ulteriore anno di invecchiamento in bottiglia.

Rosso cupo, impenetrabile e consistente. Fermentazione in tini di cemento a 28°C per 7-9 giorni seguita da un breve riposo prima della fermentazione malolattica. Matura in barriques di rovere, in parte francese e in parte americano, per 13-16 mesi; riposa poi 3-4 mesi in vasca. A quasi 2 anni dalla vendemmia è pronto per essere imbottigliato, dopo cui subisce un ulteriore anno di invecchiamento in bottiglia.

Un bel naso raffinato, complesso, non troppo dolce, o solo ‘ciliegioso’ e di cioccolato al latte, come un Merlot più banale: regala anche tabacco, mina di matita e note piretiche, una bella speziatura (leggero incenso e chiodo di garofano), note balsamiche, di eucalipto, ed un’elegante nota smaltata, che ricorda i Merlot del Medoc. Al palato è morbido e setoso, sapido, ma sorprende soprattutto per una bella spalla acida ancora ben presente, nonostante l’età, oltre che per l’ottima rispondenza e lunghezza.

 

 

IGT Umbria Il Raggio 2017

Uve: Moscato (40%), Sauvignon Blanc (40%), Viogner (20%). Dopo la maturazione i grappoli vengono lasciati sulla pianta per 3-4 settimane, per un appassimento naturale. La vendemmia avviene soltanto quando si è raggiunto un calo peso almeno del 30%. La fermentazione avviene per circa un mese in acciaio inox, a temperatura controllata. Una volta raggiunta la gradazione alcolica del 12%, la fermentazione viene bloccata tramite refrigerazione e filtrazione. Il vino viene poi affinato in botti di rovere di circa 6 mesi, prima di essere imbottigliato e commercializzato dopo un affinamento in bottiglia di almeno sei mesi.

Dorato carico, brillante e consistente. Al naso, presenta iniziali curiose note di erbe officinali, che cedono il passo a pompelmo e cedro canditi, albicocca e dattero secchi, uva passa, qualche nota floreale e caramello biondo. In bocca è morbido, rispondente, dolce, [sg1] ma dagli zuccheri contenuti e ben equilibrati da freschezza e sapidità. Chiude lungo, pulito, assolutamente non stucchevole.

 

Dario Formiconi, Stefano Albano e Stefano Saccoccio
Dari Foriconi, Stefano Albano, Stefano Saccoccio e Saula Giusto

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