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Le emozioni uniche della Domus Aurea del Colosseo: la storia è qui

Che il sottosuolo di Roma e i suoi tesori già in parte scoperti possano ancora regalare emozioni deve esser cosa certa per i tanti addetti ai lavori che pazientemente continuano ad andare alla ricerca delle tracce del passato della nostra civiltà.

E non si stenta a immaginare cosa abbiano provato gli archeologi, gli architetti e i restauratori del Parco Archeologico del Colosseo che alla Domus Aurea, l’immensa residenza urbana che Nerone edificò dopo l’incendio del 64 d.C., si sono imbattuti in una grande apertura all’altezza della copertura della stanza subito dopo aver montato il ponteggio per operare sulla volta dell’ambiente 72.

È qui che la Sala della Singe, com’è stata denominata, si è disvelata dopo ben 2000 anni: una volta a botte di una sala completamente affrescata, la sommità delle pareti e una inestra a bocca di lupo che si apre sulla lunetta di fondo dell’ambiente, anch’esse decorate con ine pittura.

«La scoperta di questa sala si inserisce nella strategia di ricerca scientiica che il Parco porta avanti ogni giorno contestualmente agli interventi di messa in sicurezza e restauro», come ha spiegato il direttore del Parco Archeologico del Colosseo Alfonsina Russo.

I padiglioni oggi visitabili sono quelli collocati sul colle Oppio: ambienti dalle complesse planimetrie, probabilmente destinati a feste e banchetti, dopo la morte di Nerone essi furono sepolti e “coperti’ dalle grandi terme di Traiano, rimanendo sconosciuti sino al Rinascimento. Solo allora, dopo alcuni ritrovamenti fortuiti, artisti appassionati di antichità come Pinturicchio, Ghirlandaio, Raffaello e Giulio Romano iniziarono a calarsi dall’alto in quelle ‘grotte’, copiando i motivi decorativi che esse conservavano e che, dalla loro collocazione, presero il nome di “grottesche”. Ancor oggi il termine di “pittura a grottesche” è utilizzato per indicare un genere, diffuso soprattutto nel XVI secolo, che riprende, rielaborandoli e reinterpretandoli in maniera ludica e fantasiosa, i motivi della decorazione parietale romana. 

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