la penisola delle Eccellenze

Le tradizioni natalizie italiane sono moltissime; ogni regione e persino ogni villaggio vanta le sue. Lunga sarebbe la lista di leccornie regionali italiane tipiche. Perciò, ci limiteremo a citarne solo alcune tipiche che originano in tempi remoti, addirittura preromani.

Il motivo del nostro interesse verso alcuni dolci regionali in particolare è dovuto alla loro origine simbolica, poiché rappresentano tracce residuali di antichi riti e credenze religiose dei popoli italici; patrimonio culturale e religioso particolare di una società, anzi di una civiltà, quella contadina.

Vi è che la storia della nostra Penisola, sin dall’antichità più remota, è stata permeata da valori, i cui simboli promanavano da una civiltà agreste, georgica e bucolica. Stando a queste considerazioni, si può dedurre, in senso largo, che in genere i nostri dolci natalizi tradizionali, nella loro peculiarità, allorché esaltano l’ACINO, la FRUTTA e il MIELE, costituiscono i residui, oggi desacralizzati, di sacre celebrazioni di offerte alle divinità tutelari del mondo antico precristiano.

Iniziamo dal MIELE, elemento di base delle leccornie antiche (lo zucchero non esisteva), considerato come un elemento sacro (l’ambrosia degli Dei) e detentore del potere di purificazione e conservazione. Infatti, grazie al miele, molte cose si mantengono immuni dalla putrefazione. È dolce al palato e lo colgono dai fiori le api, anticamente animale simboleggiante la Sapienza divina.