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Le leggende milanesi tra il sacro e il profano

Le leggende italiane, in un panorama così ricco nel suo passato di storia e cultura, non possono essere solo il frutto di dicerie popolari che nella maggior parte dei casi non hanno radici nella realtà di tutti i giorni. Le storie che ogni nostra Regione, dell’Italia da Vivere, si porta dietro, affondano i loro legami con la religiosità, con i fatti realmente accaduti. Ad esse poi si sono aggiunte le tinte variopinte dei racconti della gente, della fantasia, che le hanno reso di certo più affascinanti. Milano ha tante leggende da scoprire e da raccontare. Di fronte alla Basilica di San Vittore al Corpo durante gli scavi per la nuova metropolitana M4 sono state rinvenute diverse sepolture antiche e in particolare una necropoli con duecentocinquanta scheletri e i resti di un cavallo. Gli scheletri e le ossa aiutano a raccontare la storia di Milano, anche quando si tratta di conoscere i volti della Milano da brividi! In Piazzale Aquileia si trova per esempio una piccola cappella decorata con teschi e la lugubre scritta “Ciò che sarete voi noi siamo adesso, chi si scorda di noi scorda se stesso”. La Cappelletta del Fopponino sorge sull’antica fossa comune dove trovavano sepoltura malati di peste e condannati a morte, e si dice che vi vagasse lo spirito di un ladro eretico che aveva dissacrato oltre trenta chiese, in cerca della propria tomba. Tra le storie tra il sacro e il profano della Milano da brividi c’è una leggenda legata a San Pietro Martire, che troviamo rappresentata nel famoso affresco della Cappella Portinari presso la Basilica di Sant’Eustorgio: si dice che il santo fu in grado di esorcizzare il diavolo che aveva addirittura preso le sembianze della Vergine Maria, la “Madonna con le Corna” appunto. Una Milano da brividi i cui volti insoliti sono davvero molteplici e spesso da urlo. Uno dei luoghi religiosi più affascinanti di Milano è sicuramente il Cimitero Monumentale di Milano, la “città dei morti” tutta da scoprire dove aleggiano numerose storie di mistero tra il sacro e il profano.

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