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Le piazze italiane, da Milano a Roma: simboli di storia, aggregazione sociale e oggi anche riqualificazione urbanistica

Piazze del mercato, del duomo, del castello, della Repubblica o del Municipio. Fin dall’antichità la piazza non è solo un luogo fisico e materiale, ma soprattutto un luogo d’incontro e di scambio, sede dei principali edifici pubblici, civili e religiosi.

Dalla piazza medievale a quella moderna, quando accanto a esigenze funzionali prende forma la ricerca scenografica e prospettica, il riferimento all’agorà greca e al forum d’epoca romana è evidente.

Fino alle nuove piazze frutto della riqualificazione di aree dismesse o residue, rese nuovamente fruibili come luoghi di relax e socializzazione. Piazza Gae Aulenti, a Milano, inaugurata nel 2012 ai piedi del grattacielo Unicredit, nel distretto smart di Porta Nuova, ne è l’esemplificazione.

La lunga panchina-scultura, i giochi d’acqua, la posizione sopraelevata rispetto ai rumori della strada, ne fanno il luogo ideale in cui trovarsi o rifugiarsi nei momenti di pausa.

Anche a Torino il riordino urbanistico delle aree ex-industriali ha portato alla creazione di nuovi spazi di aggregazione all’aperto.

In città si trovano alcune delle più belle piazze storiche d’Italia, circondate da portici dove passeggiare anche nelle giornate di pioggia.

Dal “salotto” di piazza San Carlo a piazza Vittorio Veneto, la più grande, affacciata sul Po. Ma il centro nevralgico è piazza Castello, dove si trovano Palazzo Madama, Palazzo Reale e il Teatro Regio.

Icone assolute, simbolo delle due città italiane più famose nel mondo, sono la veneziana piazza San Marco e piazza San Pietro, a Roma. A Venezia il numero di turisti è ormai tale che l’amministrazione comunale sta programmando di regolamentarne l’accesso. E dire che in origine era un prato, in parte coltivato a orto dalle monache di San Zaccaria, con in mezzo un canale, il rio Batario, successivamente interrato.

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