Le sorgenti naturali di Castellammare di Stabia: un patrimonio dal valore inestimabile

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La Campania è una regione ricca di acque sorgive, numerose sono le acque minerali che qui vengono imbottigliate. Una località però risulta essere particolarmente ricca di acque naturali, alcune dotate tra l’altro di particolari caratteristiche salutari e curative: Castellammare di Stabia. Sia per l’elevato numero di sorgenti che per la loro varietà, il bacino idrotermale di Castellammare di Stabia costituisce un complesso idrogeologico tra i più particolari al mondo dove le acque vengono utilizzate, molto efficacemente, sia per bibita che per particolari terapie termali. E’ affascinante e quasi incredibile che in una zona molto limitata dello spazio possano confluire molte sorgenti di acqua minerale, ognuna con una propria specifica composizione salina, differente ed anche in maniera sostanziale da tutte le altre presenti nelle vicinanze. E’ stupefacente trovarsi di fronte ai bocchelli di uscita delle acque termali e vedere, in prossimità degli stessi, il colore rosso ruggine caratteristico dell’Acqua Ferrata, piuttosto che quello biancastro lasciato dall’Acqua Solfurea e percepire al palato altrettanti distinti retrogusti. Molte delle acque minerali di Castellammare di Stabia possiedono caratteristiche salutari particolari e sono indicate, specialmente quelle che sgorgano all’interno del centro termale, per la terapia “dolce” di molti disturbi fisiologici. Questa particolarità è ben conosciuta dagli abitanti i quali, da tempo, convivono sia con la realtà termale che con le numerose acque naturali presenti nel loro territorio. Bisogna risalire ai tempi antichi per arrivare alla scoperta delle sorgenti di acqua minerale conosciute oggi come Stabiane. Già in alcuni scritti che risalgono all’epoca Romana vengono citate le acque presenti nel territorio Stabiano, sia per la loro abbondante fluenza che per le loro proprietà salutari. Plinio il Vecchio, nella sua Naturalis Historia, parla di un’acqua che si trova in territorio Stabiano, chiamata Media perché la sorgente si trovava in una posizione intermedia rispetto alle altre adiacenti (Acidula, Acetosella, Rossa), particolarmente indicata per la cura della calcolosi. Bisogna però arrivare alla metà del XVIII secolo per vedere la questione delle acque affrontata in maniera scientifica; in quell’epoca si cercarono infatti le prime motivazioni razionali riguardo l’efficacia terapeutica delle acque che cominciarono ad essere analizzate, seppur grossolanamente, dal punto di vista quali-quantitativo della composizione. Nascono così le Sorgenti Stabiane.

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