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Leggende e mitologie del mare di Sicilia: quando l’Italia è storia e cultura

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Il tratto del Mediterraneo che abbraccia la meravigliosa Sicilia è testimone da sempre di una storia incredibile, meravigliosa, che per raccontarla non basterebbero due vite intere. Una storia costellata di dominazioni e culture diversi, dai greci, agli arabi, fino ai Borboni, un percorso dove il mare è e sarà sempre protagonista nel bene e nel male della vita dei siciliani e non solo.
Proprio lungo le coste italiane si ambientano le più antiche leggende riguardanti il mare: tragiche storie d’amore, vendette inflitte da dèi senza scrupoli, interventi miracolosi da parte di santi, tutta una varietà di racconti che la cultura italiana ha ereditato dall’Antica Grecia, dall’Antica Roma e dagli invasori barbari. Sono miti e leggende rimasti così ancorati al sentire degli italiani che molti luoghi di mare ne hanno preso il nome, continuando ad alimentare la fantasia di tutti noi: dallo stretto di Messina alla Calabria, dalla Toscana alla Costiera Amalfitana, ecco un assaggio delle più belle leggende sul Mare Nostrum.
Ambientato sullo stretto di Messina, questo mito deriva direttamente dal repertorio dell’Antica Grecia e, in particolare, dall’Odissea. Scilla, bellissima ninfa dagli occhi blu, viveva in Sicilia e soleva spesso visitare la città di Zancle, dove vide Glauco, figlio di Poseidone, apparirle tra le onde. Subito Scilla fuggì, terrorizzata da quell’essere per metà uomo e per metà pesce. Glauco, allora, si recò dalla maga Circe per chiederle una pozione che avrebbe potuto far sì che Scilla si innamorasse di lui: Circe però si ingelosì e preparò un’altro tipo di miscela che versò nelle acque di Zancle. Quando Scilla tornò ad immergervisi si trasformò in un orrendo mostro a sei teste canine e lunghi tentacoli a forma di serpente: inorridita da se stessa, Scilla si ritirò in una caverna non lontana dalla casa di Cariddi, altra creatura mostruosa, che altri non era che la figlia di Poseidone e Gea, trasformata in un mostro da Zeus per aver rubato a Ercole il suo bestiame.
Il nome di Fata Morgana è conosciuto anche altrove e si riferisce ad un particolare effetto ottico che si verifica sullo stretto di Messina: difatti, la Fata Morgana, personaggio della mitologia celtica, portava i marinai ad avere dei veri e propri miraggi di castelli, per trarli in inganno e spingerli alla morte. Si narra che proprio all’arrivo di un sovrano barbaro questi si fosse fatto aiutare da una donna molto attraente (di fatto, la fata in persona), che gli fece apparire la Sicilia molto più vicina di quanto non fosse: così, il re cadde in mare e morì annegato.

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