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Lezioni di lingua italiana: gli articoli indeterminativi

Ecco il secondo gruppo di articoli della lingua italiana: gli articoli indeterminativi. Questi articoli si utilizzano generalmente davanti a un nome che si riferisce a una persona o una cosa generica e indefinita, indeterminata appunto, non ancora nota. La loro funzione è quella di introdurre nel discorso un nome di cui non si è parlato in precedenza o del quale non si vuole dare una precisazione. Per esempio, quando noi diciamo: “Passami una sedia”. L’articolo UNA davanti alla parola sedia, fa capire che si tratta di una sedia qualunque, una sedia di cui si parla per la prima volta, non ancora identificata. Un altro esempio: “Domani vado in libreria perché voglio comprare un libro.”

GLI USI: • Gli articoli indeterminativi si utilizzano quando non è necessario precisare la cosa o la persona a cui fanno riferimento, quando può essere una qualsiasi. • Gli articoli indeterminativi si utilizzano per parlare di cose o persone delle quali non vogliamo precisare o qualificare ulteriormente: Esempio: “Vado al ristorante con un’amica.” • Gli articoli indeterminativi a volte si utilizzano per indicare una categoria, una specie e in questo caso ha lo stesso significato di “ogni” o un singolo elemento di quella specie: Un cane è sempre fedele al suo padrone (ogni cane). Per la strada c’era un cane abbandonato (uno solo di una specie). 

LE FORME: Gli articoli indeterminativi hanno due generi, femminile e maschile. Presentano differenti forme dipendendo dalla lettera iniziale della parola che segue. Il plurale degli articoli indeterminativi viene sostituito dall’articolo partitivo: Esempio: “Ho letto dei libri.” Può anche essere sostituito da “l’articolo zero” (più raro), cioè omettendo del tutto l’articolo e dicendo: “Ho letto libri.” • Davanti ai nomi di genere maschile al singolare che iniziano con una vocale (tranne i + vocale) e consonante (tranne i casi menzionati nel punto seguente), si utilizza l’articolo (un): un tavolo, un amico, un libro, un uomo, un uovo, un fiore. • Davanti ai nomi di genere maschile al singolare che iniziano per X, Y, Z e i gruppi GN, PN, PS, S + consonante, I + vocale, si utilizza l’articolo (uno): uno studente, uno xilofono, uno yogurt, uno zaino, uno pneumatico, uno psicologo, uno gnomo, uno iugoslavo. • Davanti ai nomi di genere femminile al singolare si utilizza l’articolo (una) se iniziano per consonante, quando iniziano per vocale invece l’articolo (una) può essere eliso in (un’): un’ iniziativa, un’amica, una casa, una studentessa. Bisogna fare attenzione che l’articolo indeterminativo maschile (un) rappresenta una forma tronca e non è un’elisione, quindi non deve mai essere apostrofato. Invece l’articolo indeterminativo femminile (un’) è un’elisione e si può apostrofare, quindi si scriverà: un insegnante (al maschile), un’insegnante (al femminile).

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