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L’incredibile e affascinante storia della Grotta Azzurra di Capri

Dalle notizie che abbiamo e dai ritrovamenti all’interno della grotta si è scoperto che in epoca romana il sito era un ninfeo marittimo accessibile da una villa poco distante dal sito attraverso un corridoio che nei secoli è crollato. 

Nel 1963 infatti all’interno della grotta furono ritrovate statue e oggetti di epoca romana tra cui una statua di Poseidone, un tritone e varie sculture di animali marini, questi beni sono oggi conservati presso il museo della Casa Rossa nel centro di Anacapri possono essere visitato durante il giorno. 

Le costruzioni romane sono sparse uniformemente in tutta l’isola, basti pensare a Villa Jovis sul monte Tiberio a 15 minuti a piedi dal centro di Capri, o Villa Damecuta in linea d’aria a poche decine di metri dalla Grotta Azzurra raggiungibile in 5 minuti di bus dal centro di Anacapri. Chi abitava in queste 2 ville poteva godere di una vista spettacolare sul Golfo di Napoli, ma non era niente in confronto ad avere tutto per sé una meraviglia naturale come la Grotta Azzurra. 

I resti della Villa Romana a cui era collegata la grotta sono visibili a pochi chilometri dall’attuale ingresso della grotta, a Gradola, e per questo motivo il sito fu chiamato Grotta di Gradola. Fu August Kopisch al momento della sua scoperta nel 1826 a scegliere il nome di Azzurra, che ormai conosce il mondo intero.

Fu il 17 agosto 1826 che la Grotta fu riscoperta dopo secoli di abbandono. I resti di epoca romana si troveranno sul fondo del sito più di un secolo dopo, ma ciò non impedisce che l’isola venga cambiata per sempre dall’arrivo del grand tour. I turisti del Grand Tour, giunti in Italia oltre le famose città d’arte di Venezia, Roma e Firenze, hanno aggiunto un’altra tappa al loro viaggio culturale, Napoli e Capri. E sarà proprio la Grotta Azzurra a portare nel mondo Capri, insieme alle altre bellezze monumentali, paesaggistiche e naturali che l’isola vanta. La grotta riscoperta da August Kopisch illuminerà un faro di notorietà sull’isola che dura ancora oggi.

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