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L’Italia all’avanguardia nella ricerca scientifica: nuovi studi genetici per favorire la natalità raccontano che i nostro Paese continua a compiere grandi passi avanti

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Il Professor Ermanno Greco, dell’European Hospital di Roma, ci spiega la Next Generation Sequencing, una tecnica che rappresenta una speranza in più per le coppie che non riescono ad avere un figlio. L’Italia e la Capitale sono all’avanguardia.

«Era una fredda giornata di dicembre quando un’infausta diagnosi condannò me e mio marito ad anni di frustrazione, rabbia, dolore e stress emotivo per l’impossibilità di poter concepire naturalmente un figlio. Da quel giorno la nostra vita cambiò drammaticamente: la ricerca della gravidanza era diventata per noi una vera e propria crociata, l’elemento centrale della nostra vita di coppia organizzata tra visite mediche, ricerche, spese continue e viaggi religiosi della speranza. E così, dopo tre anni di continui fallimenti (e ben tre aborti spontanei), decidemmo di rivolgerci a un centro specializzato per l’infertilità». Come Simona e Marco, tante coppie sono costrette a intraprendere il delicato percorso della fecondazione assistita. «Per fortuna, oggi, la medicina ha raggiunto importanti traguardi anche in questo campo», asserisce il Prof. Ermanno Greco, Direttore Scientifico del reparto di Medicina e Biologia della Riproduzione dell’European Hospital di Roma.

«L’80% delle donne rimane incinta in dal primo tentativo. Diversi studi scientifici hanno chiarito che la capacità degli embrioni di annidarsi nell’utero dipende da due fattori critici: per il 70% dalla loro normalità genetica e per il 30% dalla capacità del tessuto uterino di produrre alcune molecole essenziali per l’impianto. Queste ricerche hanno dimostrato che, anche nelle pazienti giovani, il 40-50% degli embrioni prodotti in un trattamento di fecondazione in vitro non è sano geneticamente e quindi non in grado di dare una gravidanza evolutiva. L’analisi cromosomica mediante questa nuova tecnica consente di valutare, invece, non solo tutti i cromosomi dell’embrione, ma anche il DNA mitocondriale, ossia la centrale energetica che ha un ruolo fondamentale nello sviluppo embrionario e poi fetale. I vantaggi per chi effettua la diagnosi preimpianto sono, dunque, molteplici: sia di tipo preventivo (riduzione della percentuale di fallimento), che terapeutico (riduzione del rischio di aborti spontanei) e migliorativo (aumento delle percentuali di successo)».

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