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L’Italia sposa sempre di più la tendenza del “plastic free”: perfino il Vaticano e Montecitorio si adeguano al progetto ecologico

Non siamo sicuri di che cosa andrà di moda il prossimo inverno. Ormai le tendenze sono tante e talmente contraddittorie da rendere pressoché impossibile offrire indicazioni univoche.

Sappiamo però con certezza che cosa è passato di moda: piatti, posate, accessori e soprattutto bottiglie di plastica.

Le famigerate “monodose” in Pet che dovranno essere dismesse per disposizione comunitaria entro la ine dell’anno prossimo, ma che il mondo dello stile e della cultura hanno già abbandonato.

Non è il solo. ormai, sul filo delle (molte) emergenze di questo disgraziato pianeta, la corsa al no-Pet è diventata trasversale e perino inattesa: il Vaticano ha annunciato di voler diventare il primo Stato al mondo plastic free.

Perfino Montecitorio risulta diventato “plastic free” al bar e al ristorante.

Solo bottiglie e tazzine di ceramica, porcellana, vetro.

Il sindaco di Milano beppe Sala ha dotato tutti i centomila scolari delle scuole elementari e medie del simbolo di appartenenza alle classi colte e responsabili, la borraccia, sponsorizzata dalla Metropolitana e da A2A, la municipalizzata dell’energia.

“Non c’è più spazio per fregarsene”, come dice senza mezzi termini un documentario dell’Associazione Marevivo, trasmesso su maxischermi fuori dal Palazzo del Cinema a Venezia perché lo vedessero bene le centinaia di ragazzine che attendono per ore il red carpet delle star. Anche perché, a farlo, si passa automaticamente per trogloditi irresponsabili.

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