Lombardia: incredibile il patrimonio degli uccelli rapaci presenti nella Regione

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La Regione Lombardia, nell’ambito del progetto europeo “LIFE GESTIRE”, promuove diverse azioni per la tutela delle specie e degli habitat particolarmente protetti del nostro territorio. Per la conservazione dei rapaci sono previste azioni di sensibilizzazione presso gli operatori della montagna, affinché possano loro stessi essere promotori di buone regole di comportamento ai cittadini, in modo da ridurre il disturbo antropico ai siti di nidificazione.

È in corso un’analisi della localizzazione delle linee elettriche e dei cavi sospesi e una valutazione del rischio di elettrocuzione, una delle maggiori cause di mortalità per i rapaci, per la successiva messa in sicurezza.
Sono inoltre previsti diversi interventi forestali per aumentare l’idoneità dei nostri boschi per i rapaci strettamente legati a questo ambiente, come la civetta nana e la civetta capogrosso.

Per saperne di più sul progetto Life Gestire 2020 e sulla tutela della biodiversità in Lombardia è possibile consultare il sito dedicato www.naturachevale.it

Questi uccelli sono al vertice della catena alimentare, in quanto si cibano di animali che si nutrono di vegetali (roditori ma anche altri uccelli), di rettili e a volte anche di altri carnivori (donnole, faine). Interessante notare che gli uccelli rapaci selezionano le popolazioni delle loro prede cacciando individui ammalati, debilitati o vecchi, per cui non provocano danno alle specie cacciate ma anzi le mantengono in salute.

Gli uccelli rapaci diurni hanno una caratteristica fondamentale e cioè una vista eccezionale, tanto da poter distinguere un topolino sul terreno ad un centinaio di metri di altezza.

Ogni specie ha un proprio modo di cacciare le prede, la poiana, facilmente osservabile nelle campagne soprattutto d’inverno, sfrutta le correnti ascensionali (masse d’aria calda che salgono verso l’alto) per portarsi in alto e dominare così tutta la campagna sottostante. Le sue prede preferite sono roditori, ma vengono cacciati anche conigli selvatici, minilepri e piccole lepri. Le prede sono localizzate da una cima d’albero o da un palo elettrico, la poiana prende rapidamente il volo e scende in picchiata allungando le zampe e sfoderando gli artigli poco prima dell’impatto.

L’albanella minore, elegante rapace presente soprattutto in pianura e in ambienti agricoli aperti, preferisce il volo planato a bassa quota, arrivando a sfiorare il terreno per cogliere di sorpresa topi, bisce, lucertole e piccoli uccelli.

Lo sparviere preferisce cacciare negli ambienti alberati, anche dove la vegetazione è fitta. Questo rapace diurno è infatti molto diffuso nei boschi e nelle campagne alberate. Lo sparviere ama cacciare in spazi molto ristretti, volando con rapidità tra un albero e l’altro, a volte caccia tenendosi vicinissimo al terreno per sorprendere topi e altri uccelli che vivono nel bosco.

In campagna è facile vedere il gheppio, piccolo falco molto comune nelle zone agricole. Lo possiamo ammirare spesso nella caratteristica postura detta “dello spirito santo”, che consiste nel rimanere fermo in aria sbattendo velocemente le ali; in questa posizione riesce a focalizzare il terreno sottostante per cogliere anche il più piccolo movimento da parte di topolini, lucertole o grossi insetti.

Il falco pellegrino, famoso per la velocità in picchiata, si ciba quasi esclusivamente di uccelli catturati in volo. Una volta avvistata la preda, anche a un kilometro di distanza, si porta velocemente su di essa e l’attacca dall’alto, può raggiungere anche i 300 km all’ora, la preda viene fatta cadere sul terreno dove il falco si ciberà. Il falco pellegrino è frequente nelle pianure coltivate soprattutto nei mesi invernali, altrimenti lo si trova su rocce alte da dove può dominare il territorio sottostante.

I rapaci notturni sono attivi e cacciano soprattutto di notte o all’alba oppure nelle prime ore del crepuscolo. Hanno una buona vista, ma non eccezionale, gli occhi sono infatti posti davanti e quindi in grado di fornire una visione binoculare che permette all’animale di giudicare con precisione la distanza della sua preda o di un nemico. Il campo visivo è quindi più stretto, ma la possibilità di ruotare il capo fino a 270° compensa questo limite. L’udito è invece molto sviluppato, talmente sviluppato che sono in grado di localizzare nel buio più completo un topolino che si muove nel sottobosco.

Un’altra caratteristica dei rapaci notturni è quella di avere delle penne perfettamente strutturate per volare nel silenzio più assoluto, grazie a questa capacità possono catturare le prede senza farsi sentire. Le penne di questi uccelli non sono rigide ma morbidissime, inoltre il margine delle penne delle ali sono cigliate, cioè provviste di minuscole frange a forma di ciglia, per eliminare il rumore che un battito d’ali è solito fare. Gli uccelli rapaci notturni cacciano tutti allo stesso modo, ma si differenziano per le abitudini alimentari e per l’ambiente di caccia. Il gufo comune è un cacciatore tipico delle campagne alberate, si nutre di piccoli mammiferi come topi e arvicole, ma non disdegna piccoli uccelli. Vola radente il terreno o aspetta su un posatoio (solitamente un ramo) il tradirsi delle vittime.

Il gufo comune può cacciare anche di giorno, in giornate nuvolose, preferisce rimanere nascosto a ridosso di un tronco d’albero, appena nota il movimento di un roditore o di un uccellino, fissa lo sguardo sulla preda e silenzioso si stacca dal ramo per piombare sulla preda.

L’allocco e il barbagianni hanno la stessa tecnica di caccia, verso sera esplorano il territorio – l’allocco i boschi, mentre il barbagianni le zone coltivate – volando e arrestandosi dopo aver localizzato una preda tradita dal rumore che ha prodotto. Talpe, topi o arvicole sono il loro banchetto preferito ma non disdegnano piccoli uccelli o colombacci, che spaventano dal loro dormitorio andando a svolazzare sopra ai cespugli o le fronde degli alberi dove essi dormono.

L’assiolo è un piccolo rapace notturno migratore, pertanto lo troviamo presente in Italia da marzo a ottobre, abita le campagne alberate e coltivate, si ciba soprattutto di insetti quali cavallette, cicale, grillotalpa, lombrichi, oppure rospi e piccoli uccelli. Solitamente questo rapace notturno si apposta nei rami bassi per localizzare le prede sul terreno, una volta catturate le sbatte sul terreno per tramortirle e poterle così mangiare tranquillamente.

La civetta caccia invece sia di notte che al crepuscolo, si ciba di insetti, roditori, uccelli, anfibi e piccoli rettili. Caccia anche grossi insetti quali farfalle notturne che sono solite volare vicino a fonti luminose durante la notte.
Gli uccelli sono invece catturati dalle civette sul finire del giorno quando si attardano a ritirarsi: quando la civetta localizza le sue prede comincia a fare degli inchini ed a spostare la testa di lato, tutti questi movimenti gli servono per focalizzare le sue prede ed essere sicura di non sbagliare il bersaglio.

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