la penisola delle Eccellenze

Molte sono le tesi circa l’origine del giglio, quale simbolo religioso e araldico. Negli scritti precedenti ho tentato di presentare l’origine dell’idea che si è celata dietro questo fiore sin dall’antichità. Per ciò che riguarda la storia europea, considero che, prima di arrivare a noi attraverso Firenze, questo simbolo, quale elemento decorativo e araldico, storicamente risale alla Grecia e alla Roma antica. Inoltre, come abbiamo già visto, questo simbolo sin dalle origini ha avuto profonde connotazioni religiose e misteriche, dalla fondazione dell’Urbe da parte di Romolo, capostipite della “Gens Julia”, stirpe del Giglio in quanto discendenti dalla Dea Flora-Venere. Il valore regale e religioso dietro il simbolismo di questo fiore, col passare dei secoli, non è venuto mai meno. Infatti, lo ritroviamo quale simbolo dinastico, in eventi storici e religiosi e nei rituali di fondazioni di città ecc… Come nel 59 a.c. con la fondazione da parte Giulio Cesare di Florentia (Firenze), città sacra alla Dea Flora, sigillando con il giglio romuleo il destino della “figlia eletta” dell’Urbe, l’altra Roma. Un’altra tesi è quella che vede l’origine del nome di Firenze (Florentia) nelle festività dei “Ludii florales”, giochi celebrati a Roma in omaggio a Flora, dea della primavera, durante i quali venne fondata la colonia da parte di Giulio Cesare. Alcuni storici moderni contestano il significato del nome e l’origine storica della città giuliana, proponendo un’altra spiegazione. Tra le tante vi è la tesi (che io considero poco attendibile, visti i presupposti contestuali mitici, religiosi e simbolici tra il fiore e la città) che il nome derivi da un agglomerato fondato dagli Etruschi nel 150 a.c., chiamato con il nome latino “Florentes” (perché latino?), in riferimento non tanto ai prati fioriti della valle e quindi ad un fiore, ma al suo suolo rigoglioso e fertile, cioè florentes, ossia fiorente