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Mamma Schiavona e il turismo religioso di Montevergine: lassù, arroccata sui monti dell’Irpinia, è un via vai di fedeli tutti l’anno

Non c’è città o villaggio intorno: questa straordinaria località religiosa, nel cuore dell’Irpinia, si trova da sola vicino alla cima di una montagna isolata. E’ la meravigliosa Montervergine con il suo santuario e il suo convento di monaci. 

Una stradina porta alle mura del santuario, che si ergono senza soluzione di continuità dal ripido pendio calcareo. 

Gli edifici sono semplici: pochi blocchi quadrati nascosti dietro un campanile rettangolare e una chiesa alta e stretta. 

Sono uniformemente pallidi e in questo periodo dell’anno, nel rigido inverno, siedono come sporche fette di burro sotto una spolverata di neve. 

La neve qui in inverno copre anche la brulla macchia di una delle regioni più selvagge d’Italia, che si dispiega con tetro brio nella valle mille metri più in basso.

Nella suggestiva Montervergine, si celebra e si venera Mamma Schiavona, la Madonna Nera che tutto può e tutto perdona. 

La maggior parte dei turisti e dei fedeli arriva da Napoli, che si trova a sessanta chilometri a est di Montevergine. 

Molte persone portano strumenti irriconoscibili; molti di loro scuotono i cembali sulle fredde montagne. Ogni sera si tiene la messa, e la coperta oscurità della chiesa sarà illuminata dalle candele dei fedeli. 

Il Santuario della Madonna di Montevergine è situato sul massiccio montuoso del Partenio, ad un’altezza di 1270 metri. Durante il mese di settembre nelle abitudini di larghi strati della popolazione avviene il tradizionale pellegrinaggio a Montevergine.

Questa meta di devozione conferma così il suo ruolo storico, che la vuole come il primo luogo di culto, dedicato a Maria, che esercitò fin dall’epoca medievale un fortissimo richiamo per i pellegrini in un’ampia area geografica. Qui, nella cappella edificata intorno al XIII secolo da Filippo I d’Angiò, è stata riportata dopo l’ultimo restauro del 2012 la famosissima icona della Madonna di Montevergine. Realizzata su tavole di pino è alta 4 metri e 30 e larga 2 metri e 10. Raffigura una “maestà”, cioè Maria in trono con il Bambino Gesù seduto sulla sua gamba sinistra, che guarda la Madre trattenendo con la manina destra un lembo del suo manto.

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