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Mercato Centrale a Roma Termini: quando la pausa per attendere un treno diventa emozione

Le stazioni sono spesso vissute come luoghi asettici e di transizione. Dove il concetto di ristorazione si riduce nel mangiare in fretta e furia un panino mentre si corre verso il treno.

E se invece la stazione diventa un avamposto di eccellenze made in Italy? È quanto accaduto a Termini, principale scalo della Capitale, con Mercato Centrale.

Figlio del format vincente inaugurato a Firenze, Mercato Centrale non sta solo offrendo food di alta qualità, ma rivitalizzando una zona della città prima ai limiti del degrado.

Dominate dalla maestosa cappa anni ’20, disegnata dall’architetto Mazzoni, 18 botteghe a vista accolgono i viaggiatori con il meglio dell’enogastronomia locale e italiana: paste fresche, pizze e focacce, salumi, sontuosi hamburger di chianina, poi ovviamente caffè, gelato e cioccolati pregiati per chiudere in bellezza. Senza dimenticare i vini del territorio e le migliori birre artigianali.

E così quel panino azzannato di corsa, senza emozioni, senza passione, lascia il posto anche a pochi, pochissimi minuti di passione, dove il tempo si trasforma in qualità, in sensazioni forti, in momenti indelebili.

Lo stress del viaggio fa il paio con una possibile pausa all’insegna della qualità del cibo italiano, assecondando le possibilità delle proprie tasche, i propri gusti, e naturalmente il tempo a disposizione.

Ce n’è per tutti i gusti. E’ questo il bello di Mercato Centrale. E per chi ha tempo di concedersi un po’ di relax c’è la luminosa sala ristorante protetta dalle grandi volte a botte. L’obiettivo, centrato, era quello di riunire sotto lo stesso (monumentale) tetto una variegata presentazione di quanto Roma e l’Italia sanno offrire in fatto di “buon gusto”. 

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