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Mimmo Scali: ecco l’artista italiano della suggestiva pittura astratta

Mamma di Benevento e papà di Reggio Calabria, terzo di 4 figli, Mimmo Scali, ragazzo dalla risata serena e profonda, amava la pittura fin da bambino: “Ero l’unico a scuola che prendeva le ore di arte sul serio!”. Era talentuoso, ma c’era qualcosa di particolare. A 12 anni gli viene diagnosticata la discromatopsia (o daltonismo), un difetto della vista che compromette la percezione di alcuni colori. “Per me i colori sono vita, passione, spontaneità, felicità e ho voluto continuare la mia ricerca. Ho iniziato con la Pop Art, ispirato da Andy Warhol, Roy Lichtenstein, dal vintage. Sono anche andato a New York un po’ di tempo per approfondire.

Ma qualcosa dentro di me stava dormendo. Un giorno ho preso una tela e l’ho cosparsa di rosa, poi di blu, oro e tutti i colori che vedevo nella mia mente. Ho fatto un passo indietro per vedere cosa avevo combinato e non mi è piaciuto. Ci ho dormito su e la mattina dopo guardandolo ho sentito un brivido e da quel momento in poi ho fatto solo pittura astratta. I colori hanno un’influenza su di noi, fisiologica e psicologica, esprimono delle emozioni senza bisogno di parole. Le opere che faccio spontaneamente traggono creatività da tutto ciò che mi circonda. Adesso però faccio anche quadri su commissione e se un cliente vuole determinati toni o sfumature ho delle tecniche per identificare anche i colori che io in realtà non identifico. E il quadro avrà le tonalità richieste dal cliente. Solo che io lo vedo diversamente…”. La madre di Mimmo ha sempre supportato la sua passione, mentre il papà all’inizio non era d’accordo: “Voleva diventassi avvocato”… E allora che dire, grazie Mamma!

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