la penisola delle Eccellenze

Inaugurato il 19 marzo 2011, giorno d’inizio delle celebrazioni del 150esimo anniversario dell’Unità d’Italia, il nuovo Museo Nazionale dell’Automobile di Torino è già, tra le grandi mete storiche della città, uno dei punti di maggiore attrazione, partecipazione e interesse, destinato a inserirsi con forza tra i percorsi del patrimonio culturale del paese.

A testimoniarlo sono le oltre 120 mila persone che in appena tre mesi hanno già percorso il grande viaggio nella storia dell’automobile. Dopo quattro anni di lavori, il Museo Nazionale dell’Automobile di Torino ha riaperto alla presenza del Capo dello Stato Giorgio Napolitano, in città per le celebrazioni del cento cinquantenario dell’Unità d’Italia. Il progetto di rinnovamento non è stato una semplice ristrutturazione architettonica ma un intervento allo scopo di posizionare in modo dinamico e interattivo la nuova realtà museale all’interno del cammino culturale italiano.

Il suo aspetto, contemporaneo e avveniristico, è stato progettato e ideato dall’architetto Cino Zucchi e l’innovativo spazio espositivo è firmato dallo scenografo François Confino, che a Torino ha già allestito il Museo del Cinema.

L’investimento complessivo del Museo ammonta a 33 milioni di euro, di cui 22 milioni destinati alla ristrutturazione dell’edificio e 11 milioni agli allestimenti interni. Gli spazi del Museo, quasi raddoppiati passando dagli 11.000 mq della struttura originale agli oltre 19.000 mq di quella attuale, raccontano la storia dell’automobile insieme alla storia di una cultura e di una società attraverso un percorso unico al mondo per linguaggio e per patrimonio.

«Siamo felici e soddisfatti del grande riscontro di pubblico avuto in questi primi due giorni. Il Museo di oggi è il frutto dell’impegno e del lavoro di squadra di tutte le persone che in questi anni hanno dedicato tempo e passione al progetto. – commenta il Direttore Gaffino – E’ un grande risultato che possiamo oggi condividere con tutta la città. Torino si riappropria così di uno spazio che racconta un suo oggetto simbolo: l’automobile, traccia del passato e veicolo per il futuro. La nostra intenzione è quella di rivolgerci a un pubblico di ogni età e di diversa cultura, per raccontare la storia dell’automobile in maniera coinvolgente ed emozionale senza dimenticare la responsabilità civile e l’educazione dei nostri giovani. E oggi abbiamo potuto constatare che il Museo piace a tutti, famiglie, giovani, curiosi e appassionati».

«Tre sono i concetti che fondano il restauro e l’ampliamento del Museo: l’apertura del piano terra alle viste sulle colline e sul Po, creando un nuovo spazio pubblico protetto dallo spalto verde e ben connesso con la città; la copertura della corte esistente e la sua trasformazione in un luogo per eventi abbracciato da una sinuosa pelle in alluminio forato; l’unione tra parti nuove ed edificio esistente attraverso un nastro di vetro serigrafato che segue l’andamento dei volumi trasformandoli in una grande “quinta urbana”, interpretazione contemporanea dei prospetti continui delle strade del centro – racconta l’arch.

Cino Zucchi, autore del progetto architettonico – Crediamo che il progetto di riforma abbia trovato una sintesi felice tra la valorizzazione dell’edificio di Amedeo Albertini e le necessità spaziali e comunicative di un museo contemporaneo, vivo e aperto alla città a tutte le ore del giorno. La continuità tra spazi interni ed esterni crea viste inattese, facendo dialogare tra loro la maglia urbana a ovest, la visione veloce dalla parkway di corso Unità d’Italia e il paesaggio delle colline». «Il fenomeno “automobile” appare come una delle espressioni più significative della nostra civiltà – spiega lo scenografo François Confino – L’auto è cultura, e ciò nel vero senso antropologico del termine. Più che esporre semplicemente le sue auto, il Museo vuole raccontare al visitatore la “leggenda” dell’automobile: una storia nella quale personaggi e situazioni reali si mescolano a personaggi e situazioni nate dall’immaginazione dello scenografo. Tale intreccio di realtà e finzione ha il compito di far riflettere su temi e problemi contrastanti legati all’uso dell’automobile, come la passione ed i suoi eccessi, il fascino ed i pericoli, gli effetti nocivi sull’ambiente e le virtualità positive della mobilità, il connubio fra tecnica e arte».