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Olio extravergine italiano Dop: garanzia assoluta di qualità e benessere

Acquistare olio extravergine a denominazione di origine Dop – in cui è indicato che sono ottenuti al 100% da olive italiane – è sempre una garanzia.

Al momento di acquistare una bottiglia di olio d’oliva, leggete con attenzione l’etichetta. Controllate la data di scadenza e i metodi adottati per produrre l’olio. Preferite sempre i prodotti che recano la dicitura “prima spremitura a freddo” che indica un processo meccanico (con macine e presse) di spremitura a meno di 27 gradi (quindi senza scaldare il prodotto), mantenendo così intatto il contenuto di vitamine.

Se trovate “oli estratti a freddo” significa che, pur sempre esponendo le olive a meno di 27 gradi, l’olio viene ottenuto tramite un diverso procedimento di percolazione e centrifugazione che deteriora alcune vitamine. Se desiderate acquistare un olio di valore, verificate che l’etichetta riporti i marchi di qualità previsti dall’Unione Europea: le diciture DOP, IGP, STG e “Biologico”.

L’olio d’oliva viene prodotto utilizzando le olive già cadute dall’albero e raccolte da terra, che poi vengono portate in raffineria e sottoposte ad alte temperature e a getti di vapore al benzene, per eliminare gli odori. Da questo trattamento esce un prodotto incolore e insapore detto “olio rettificato”, a cui si aggiunge il 10-15 per cento di olio vergine d’oliva. L’extravergine è invece ottenuto dalla spremitura a freddo delle olive con mezzi meccanici: pressione, centrifugazione e sgocciolamento naturale a freddo delle olive. L’olio d’oliva si può definire extravergine solo quando l’acidità non supera lo 0,8% ed è vergine quando l’acidità non supera il 2% su 100 grammi di prodotto. Infatti, quando l’oliva si stacca dall’albero, l’olio contenuto al suo interno comincia a inacidire. Un basso livello di acidità è indice di qualità: significa che la lavorazione è stata tempestiva.

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