Orologi Panerai: stile italiano per la nostra Marina Militare

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Giovanni Panerai apre il suo primo negozio sul Ponte alle Grazie a Firenze nel 1860: non sarà solo un negozio di orologi con laboratorio, ma anche la prima scuola di orologeria della città. La storia di Panerai inizia qui.
Sin dal 1876 il negozio cambia sede per poi arrivare dove si trova oggi negli anni ’20 del Novecento durante la ricostruzione del Ponte delle Grazie; la boutique si trova oggi nel Palazzo dell’Arcivescovo, di fronte alla Cattedrale di Firenze, con il nome di “OROLOGERIA SVIZZERA”, un nome sinonimo di alta qualità da oltre un secolo.
Per soddisfare i requisiti militari della Regia Marina Italiana, a cui la famiglia di Guido Panerai fornisce per anni strumenti di precisione, come mirini da combattimento navale, viene sviluppata una polvere a base di radio per rendere i quadranti di strumenti e mirini più luminosi, in collaborazione con il Capo di corvetta Carlo Ronconi: è così che nasce il Radiomir. Il riferimento al nome “Radiomir” è documentato per la prima volta in un allegato del brevetto il 23 marzo 1916, in Francia. L’elevata luminosità intrinseca del composto rende questa pasta di radio un elemento chiave della produzione Panerai. Il brevetto Radiomir è il primo di numerosi brevetti che celebrano la storia di Panerai.
Nel 1935 la Regia Marina Italiana inizia un programma segreto che prevede la creazione di veicoli d’assalto sottomarini. Panerai partecipa allo sviluppo di strumenti tecnici utili a svolgere questo tipo di attività militare. Per soddisfare i parametri della Marina, viene testato un gran numero di segnatempo subacquei ultra resistenti. Secondo gli archivi storici della Marina, nel 1936 sono stati commissionati alcuni prototipi estremamente elaborati a Giuseppe Panerai, per effettuare test tecnici: il miglior risultato è raggiunto da Ref. 2533, realizzato su una base Rolex-Geneva modificata da Panerai. Dopo la Seconda Guerra Mondiale, con l’aumentare delle attività subacquee della Marina Italiana, i requisiti diventano sempre più specifici: gli orologi militari devono essere utilizzati sott’acqua in condizioni estreme e per lunghi periodi di tempo. Nel 1954 vengono testati due nuovi modelli, Ref.6152 e Ref. 6154.
Alcuni degli orologi moderni si ispirano a questi esemplari, noti sul mercato come Radiomir 1940: la cassa è realizzata a partire da un unico blocco con lancette fisse, la forma è a cuscino con profili laterali più pronunciati. Una revisione estetica generale viene effettuata su ogni parte singolarmente e viene adottata una corona a vite: la corona tubolare cilindrica sostituisce quella conica cilindrica dello storico Radiomir.
Dopo test e analisi accurati, sono realizzate alcune modifiche che danno vita al modello definitivo 6152 1, con anse rinforzate e realizzate in robusto acciaio, proveniente dallo stesso blocco della cassa.

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