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Otranto: mille storie in una dal fascino straordinario

Otranto è una perla da ammirare, da riscoprire ogni giorno. Otranto è l’cittadina romana di Hydruntum, dal fiume Idro (Hydrus) che sfocia nei pressi della città: una storia affascinante la sua, con influenze messapiche, greche, romane, bizantine, gotiche, normanne, sveve, angioine e aragonesi. Otranto è terra dell’olio salentino e in continuo dialogo con il mare.

Una terra che ha le proprie radici nella leggenda di Enea, che si dice approdò presso Porto Badisco, e nei racconti dei marinai che giuravano di aver vista l’Idra in mare aperto. Ad Otranto si accede attraverso la porta Alfonsina, che con le torri della cinta muraria (la Duchesca, la Ippolita e quella di sud-ovest) offre un esempio di architettura militare, risultato della fortificazione realizzata dagli aragonesi dopo la devastazione turca del 1480. Interessante anche la piccola basilica bizantina di San Pietro (sec. X-XI), che conserva al suo interno dipinti bizantini dall’affascinante bellezza e un’imperdibile cripta. Ma la vera sorpresa della chiesa si trova nell’abside della navata destra, che custodisce i resti degli 800 abitanti massacrati da Achmet Pascià nel 1480 per non aver voluto rinnegare la fede cristiana. Da visitare anche il Castello aragonese (1485-89), fatto costruire da Ferdinando d’Aragona inglobando le fortificazioni sveve e i miglioramenti dei turchi durante l’occupazione del 1480. Tutte queste influenze, fatte di guerre e commerci, invasioni e religioni, si ritrovano nei piatti locali che uniscono tradizione contadina e marinara, in particolare le famosissime orecchiette e il pesce pescato fresco. Per terminare la scoperta della perla pugliese, non resta che ascoltare la pizzica, antico ballo popolare accompagnato dalla musica dei tamburelli, nato come rituale terapeutico per curare dagli effetti del morso della tarantola. Un rito intriso di tradizione e cultura popolare.

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