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Padova: colta, elegante, ricca di storia e di arte. Una meta da non farsi mancare

Mistica, colta, vivace, scrigno di tesori artistici, città d’acqua. Tra il rito dello spritz al Caffè Pedrocchi e la visita alla Basilica Sant’Antonio, uno dei più celebri e frequentati luoghi di  culto della cristianità, Padova resta una meta italiana tutta da scoprire.

A cominciare dalla gigantesca piazza ellittica di Prato della Valle, uno dei simboli della città, incorniciata da un canale ornato da un doppio anello di statue, al cui margine, in posizione defilata e asimmetrica, si trova l’antica Abbazia di Santa Giustina.

Tra la piazza e la Pontificia Basilica, costruita nel XIII secolo in onore di Santo, come lo chiamano semplicemente i padovani, di cui custodisce le reliquie, si trova un altro gioiello, patrimonio Unesco.

È l’Orto Botanico dell’Università, creato nel 1545 come orto medicinale e più antico orto botanico universitario tuttora esistente.

Nel tempo, l’orto si è arricchito di un numero sempre maggiore di piante provenienti da ogni angolo del mondo: oggi se ne contano circa 6000, suddivise in cinque ambienti naturali.

L’Università di Padova, fondata nel 1222, è la seconda più antica d’Italia dopo Bologna.

La sua sede storica, il Bo, conserva intatto il più antico teatro anatomico stabile del mondo, la trecentesca aula di medicina e l’aula magna dedicata a Galileo Galilei, professore a Padova dal 1592 al 1610, cui qui è custodita la cattedra.

Legato erroneamente al nome di Galileo è invece l’Osservatorio astronomico all’interno della torre della Specola, in realtà ediicata nel 1767, più di un secolo dopo il trasferimento di Galileo dalla città veneta.

Oggi è trasformato in un afascinante museo dove si possono visitare le sale utilizzate dagli astronomi padovani dei secoli scorsi, con gli strumenti originali. 

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