la penisola delle Eccellenze

La schia (Crangon crangon) è un crostaceo di colore grigio di dimensioni assai ridotte (infatti in dialetto indica una persona mingherlina) che vive sul fondale della laguna di Venezia oppure nei pressi delle foci dei fiumi che vi sfociano. La taglia media della schia è tra i 3 ed i 5 centimetri, ma può raggiungere anche la lunghezza di 9.

Secondo numerose testimonianze, la pesca delle schie era un’attività che coinvolgeva anche la zona della terraferma, soprattutto la popolazione contadina. I legami tra la laguna di Venezia e le barene nella zona di Campalto, Tessera fino alla palude del Montiron erano molto forti, tant’è che ancora oggi in queste zone vivono alcuni anziani pescatori e si organizzano degli eventi legati al mondo della pesca. La ragione di questo legame si trova nella necessità di sussistenza date le poche risorse che la mezzadria dava alla popolazione contadina.

La pesca tradizionale delle schie avviene con la tartanella, ovvero una piccola rete di circa 10 metri con cui si pescano anche le anguele; oppure si usa il tramaglio, una rete fissa con le maglie proporzionate alla grandezza del pesce che si vuole catturare. Chiamati anche tremagli perché formati da tre pezze di rete sovrapposte, in laguna sono anche conosciuti con altri nomi: cerberalsorbere oppure a seconda di quello che si pesca tipo re da sepe (per le seppie). Le schie si trovano da ottobre a marzo e si vendono ancora vive.

Le schie sono sempre state considerate un pesce povero e poco pregiato. In passato infatti veniva consumato soprattutto dalle famiglie meno abbienti mentre in anni recenti è stato rivalutato anche dalla “alta” gastronomia. Solitamente vengono fritte ed accompagnate dalla polenta bianca morbida (poenta e schie); si possono consumare lesse e condite con olio, limone e prezzemolo oppure in umido.

La pesca illegale (non dichiarata e non regolamentata) sta aumentando sempre di più creando problemi all’ambiente e alla fauna lagunare. Nel caso delle schie, l’utilizzo di reti a strascico sta rovinando la tipica vegetazione che ricopriva i fondali della laguna.

Polenta e schie è uno degli antipasti più famosi della cucina veneziana. Nato come piatto povero, oggi é diventato un appetizer piuttosto ricercato.

Le schie (o schile) sono piccoli gamberetti grigi tipici della laguna di Venezia e del delta del Po. Possono essere cucinate lesse, e quindi sgusciate una ad una prima di servirle, oppure fritte. Noi preferiamo la versione tipica con polenta e schie lesse.

Ingredienti della polenta e schie per 4 persone:

  • 500 g di schie
  • 400 g di polentina morbida
  • Olio evo
  • Aglio
  • Brandy
  • Sale e pepe
  • Prezzemolo

Lavate bene e sbollentate le schie in acqua e limone per 2 minuti, raffreddatele e sgusciatele una ad una (….necessaria tanta pazienza!)

In una padella antiaderente, scaldate l’olio evo con un aglio schiacciato e il prezzemolo tritato, dopodiché aggiungete la schie e fatele cuocere per un minuto, aggiungendo un goccio di brandy.

Al termine della cottura aggiustate di sale e pepe e servite adagiando le schie su una polentina morbida.

Polenta e schie è un antipasto facilissimo da preparare e che porta in tavola i sapori tipici della cucina veneziana.