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Porchetta di Ariccia: tradizione storica e gastronomica di un territorio straordinario

Si racconta, nell’area dei Castelli Romani, che Numa Pompilio investì di un profondo significato religioso e simbolico alcune piante e alberi da frutto piantati nella sua reggia.

La storia narra che il secondo re di Roma li trovò a Nemi e li portò nel Foro della città.

Lo stesso significato di rispetto e sacralità si ritrova assolutamente rinnovato in epoca moderna, nella tradizione delle osterie, meglio conosciute in zona come le fraschette.

Prendono il nome dalla frasca o ramoscello, posto sull’insegna. all’interno, come ti siedi a tavola, arrivano gustosi prodotti locali: il pane casareccio caldo, i salumi profumati e succulenti, le olive della zona, le coppiette di carne secca e i formaggi dell’agro Pontino.

E non manca mai la Romanella, il buon vino rosso leggermente frizzantino dei Castelli che apre il sipario del banchetto alla vera protagonista: la porchetta con la sua crosta croccante e appetitosa.

I produttori locali usano questa frase, simbolo di amore, passione e ricerca: «…ad Ariccia, la porchetta è una cosa seria!» La Porchetta di Ariccia IGP., indicazione geografica protetta, indica la qualità eccellente della produzione locale sul territorio e risponde a precise caratteristiche sia per la porchetta intera sia per il tronchetto più piccolo.

Quando gli chef italiani la preparano, amano ascoltare il suono del coltello a contatto con la crosta che anticipa il croccante che si sentirà in bocca; la carne rosea e morbida cede sotto il taglio e il profumo di rosmarino dona già al primo morso una nota di freschezza!

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