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Prosecco Valdobbiadene: l’aperitivo italiano d’autore è sempre più figlio del Veneto

Solo le uve coltivate in una piccola zona collinare nel cuore del Veneto vengono utilizzate per produrre questo spumante profumato e leggero di alcol. Simbolo dell’aperitivo italiano, va bene anche con il cibo.

Per gli italiani l’ora dell’aperitivo è un momento di festa quotidiano. Si ritrovano con gli amici e brindano ai bicchieri, anche se non c’è occasione importante da festeggiare, a parte la fine della giornata lavorativa e l’inizio del tempo libero della serata. E non c’è vino migliore per un aperitivo perfettamente italiano del Prosecco Superiore DOCG, il bianco frizzante moderno, informale e allegro che si produce sulle colline di Conegliano e Valdobbiadene in Veneto, a circa 50 km da Venezia e 100 km dalle Dolomiti.

La zona di produzione copre 15 comuni della provincia di Treviso, dove 185 cantine producono circa 90 milioni di bottiglie all’anno, vendute in 140 paesi del mondo. Degli 8.000 ettari di vigneto, 294 sono riservati alla produzione di Prosecco Superiore con la menzione Rive, che in dialetto locale significa i pendii più scoscesi, dove la vendemmia può essere fatta solo a mano e le rese sono basse; e quasi 108 ettari sono dedicati alla produzione del Superiore di Cartizze, menzione che rappresenta la massima qualità della denominazione.

Le uve con cui si produce il Prosecco Superiore sono coltivate in questa zona da oltre tre secoli, ed è anche qui che nel 1876 è stata fondata la prima scuola di enologia d’Italia. Dal 1969 il Prosecco di Conegliano Valdobbiadene è protetto dalla DOC, e dal 2009 è DOCG, la denominazione riservata ai vini più importanti e prestigiosi d’Italia. Il Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG è prodotto prevalentemente con il metodo della presa di spuma in vasca, il che significa che conserva tutta la freschezza aromatica delle uve.
Il Prosecco è riconoscibile per il suo profumo fragrante, fruttato e floreale e, a seconda del livello di zuccheri residui, viene classificato come Extra Brut, Brut, Extra Dry e Dry.
Questa varietà lo rende estremamente versatile negli abbinamenti gastronomici, e adatto come accompagnamento a tutto pasto, dall’antipasto di salumi o pesce fino al dessert. L’Extra Brut – la tipologia più recente commercializzata – è il Prosecco più secco e a tavola si sposa particolarmente bene con crudité e primi piatti di terra o di mare. Il Brut è ottimo con antipasti di pesce e verdure, antipasti di mare e pesce al forno.
Extra Dry è consigliato soprattutto come aperitivo, ma si sposa bene anche con zuppe di verdure, frutti di mare, formaggi freschi, insalate di carni bianche (da provare con Caesar Salad) e paste con sughi di carne delicati.
Il Dry, infine, è la tipologia più dolce: è tradizionalmente servito con la pasticceria dolce, ma è incredibile anche con i piatti agrodolci e speziati della cucina fusion. Qualunque Prosecco Superiore si scelga, va gustato sempre ad una temperatura di 6-8 gradi C, in un calice a tulipano abbastanza ampio, che consenta la libera circolazione degli aromi di frutta fresca e fiori.

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