Provare per credere: la rana, cibo prelibato per ristoranti d’autore

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La rana è saporita, con un sapore molto simile al pesce o al pollo. Le sue carni sono di ottima digeribilità, in genere se ne consumano le cosce. Le rane sono un alimento dalle antiche tradizioni, considerate un ottimo approvigionamento di proteine, in tempi di guerra o nel dopo-guerra fino al boom economico. Le carni sono prelibate, tenere, praticamente senza grasso, e dunque eccellenti dal punto di vista dietetico. Gradualmente il consumo di questo anfibio è andato scemando, fino ai giorni nostri in cui solo i buongustai si cimentano ancora a mangiarle. Da piatto povero tradizionale oggi i piatti a base di rane si stanno riabilitando come piatti raffinati e rari. La rana è un anfibio anuro presente in Italia in molte varietà tra le quali sono due le specie buone a fini alimentari: la rana verde (Rana esculenta) e quella comune (Rana temporaria) appartenente al gruppo delle cosi dette “rane rosse”. È bene ricordare che questa rana è, come tutti i rettili e gli anfibi Italiani, protetta dalla Convenzione di Berna che viene a sua volta applicata, a livello italiano, con disposizioni regionali. Pertanto, prima di raccogliere o allevare questo anfibio, consultare gli uffici della Regione Caccia e Pesca. In genere le rane, o meglio le cosce, sono preparate fritte. Si possono cucinare anche con altri ingredienti, come aglio, cipolla, prezzemolo, erbe aromatiche, funghi, patate, seguendo le stesse ricette che in genere si utilizzano per preparare il pesce o il pollo. Vedi la Ricetta della rana in guazzetto. Una recente normativa della CEE ha regolamentato il commercio della carne di rana che, in ogni caso, deve essere venduta solo dopo aver privato l’animale delle interiora. Sui banchi delle migliori pescherie si trovano sotto forma di “filetti”, anche se non lo sono, perchè i consumatori prediligono la parte terminale del busto e le cosce.

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