la penisola delle eccellenze

Reggio Calabria comincia e finisce sul lungomare Falcomatà, “il più bel chilometro d’Italia” secondo Gabriele D’Annunzio, un giardino ricco di piante tropicali affacciato su quel mare che avvolge la punta dello Stivale, che separa e unisce.

Da cui lo sguardo si allunga verso Messina, alter ego ed eterna rivale, fino all’Etna e alle Eolie nelle giornate più terse, e si illude di vederle rilesse nelle acque dello Stretto. Nel 730 a.C. fu l’oracolo di Deli a indicare il punto dove sarebbe dovuta nascere Reggio Calabria. Ed è ancora lì, ricostruita per almeno sette volte dopo che sei terremoti l’hanno rasa al suolo.

È all’ultimo, quello del 1908, che si deve l’impianto urbanistico della città di oggi, o meglio, al piano De Nava predisposto nella fase di ricostruzione successiva al sisma, che prevedeva tra l’altro, proprio la realizzazione del nuovo lungomare.

E non può che cominciare da piazza De Nava (il politico Giuseppe, non l’ingegnere Pietro, quello piano) l’esplorazione della città, da scoprire poco a poco. Qui ,all’interno del Museo Archeologico Nazionale, sono in mostra i famosi Bronzi, capolavori scultorei del periodo ellenico ritrovati a Riace, che hanno fatto conoscere Reggio Calabria in tutto il mondo.

Per ospitarli, gli interni del museo progettato da Marcello Piacentini nel 1932 sono stati completamente ristrutturati e riallestiti. I Bronzi, comunque, sono in buona compagnia: tra i numerosi reperti custoditi nelle sale del museo ci sono le pregevoli teste di Apollo, di Basilea e del Filosofo e il magnifico Kouros di Reggio.

Appena dietro il Museo, il Lido segna l’inizio del lungomare, che corre dritto fino alla stazione.

Da un lato un susseguirsi di piccoli stabilimenti balneari, bar e ristorantini sulla spiaggia, interrotti appena dall’Arena dello Stretto con il cippo marmoreo a Vittorio Emanuele III, eredità del Ventennio. Dall’altro, lo splendido giardino botanico che lo separa da corso Vittorio Emanuele, tra monumenti commemorativi, gioielli archeologici come le mura greche e le terme romane, installazioni d’arte contemporanea. 

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