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Reggio Emilia da scoprire tra arte, storia e gastronomia

Al centro di tutto, nella bella Reggio Emilia, come un cuore pulsante che non smette di battere, c’è la storica via Emilia, che nel suo lungo viaggio da Rimini alle porte di Milano taglia la città, in dalle origini romane, in due metà dalla simmetria quasi perfetta.

E che, per non smentirsi, non cambia mai del tutto nome, diventando via Emilia all’Angelo, Emilia Santo Stefano ed Emilia San Pietro.

Qui, sull’angolo con via Corridoni, nel duecentesco Palazzo del Capitano del Popolo, c’è l’Hotel Posta, da oltre cinque secoli punto di riferimento per i reggiani e per chi arriva da fuori.

Siamo a due passi da piazza Prampolini, o del Comune, su cui afacciano la Cattedrale, dalla singolare facciata rivestita in marmo solo ino a metà altezza, il Palazzo vescovile con il Battistero, il Municipio, il Palazzo del Podestà e la Torre del Bordello.

Imboccando i portici del Broletto si sbuca in piazza San Prospero, per tutti “piasa céca”, dove, tra l’abside della cattedrale e la basilica barocca dedicata al patrono della città, batte il cuore di Reggio Emilia.

E dove ci si incontra, preferibilmente in bicicletta, tra le bancarelle del mercato e allo storico paniicio Melli. O ancora, sotto i portici, all’antica salumeria Pancaldi, un trionfo di prosciutti appesi e forme di parmigiano.

Già, perché a Reggio i punti fermi della tradizione, soprattutto culinaria, sono importanti. Per scoprirli, non c’è di meglio che sedersi ai tavoli dei ristoranti del centro, davanti a un ineguagliabile carrello dei lessi: gallina bollita, manzo, zampetto e testina di maiale, lingua, vitello, cotechino e zampone.

Non possono mancare le visite ai palazzi storici, come il Teatro Valli e il Museo del Tricolore, che ripercorre la storia, da Napoleone al Risorgimento, all’Unità d’Italia, del vessillo che proprio qui fece per la prima volta la sua comparsa nel 1797.

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