Romeo e Giulietta e il mito eterno della Verona degli innamorati

Due nomi, Romeo e Giulietta, sono sufficienti a evocarla. Non bastassero gli eroi shakespeariani e la celeberrima Arena a perpetuarne la fama, ci hanno pensato in tempi più recenti altri suoi nobili figli.

Si chiamano Amarone, Valpolicella e Soave e hanno fatto di Verona una delle capitali mondiali del vino, unica italiana tra le dieci mete preferite dagli appassionati di enoturismo (dal 9 al 12 aprile la prossima edizione di Vinitaly).

Ma se festeggiare San Valentino sotto il balcone di Casa Capuleti non è nelle vostre corde, le degustazioni alcoliche non vi appassionano e la stagione lirica è ancora lontana, restano molte ottime ragioni per visitare la città e respirarne la storia.

Seconda solo a Roma per la presenza di vestigia romane, ottimamente conservate, Verona riporta indietro nel tempo non solo per i monumenti e gli eccellenti musei, tra cui il Museo Archeologico al Teatro Romano e il Museo degli Affreschi, nell’ex convento di San Francesco al Corso dove si trova il sarcofago ritenuto la tomba di Giulietta, ma anche per le numerose botteghe antiquarie di cui è costellato il centro storico, vetrine di un illustre passato che hanno finito per identificare corso Santa Anastasia come “la via degli antiquari”.

Non solo. Antiquariato, collezionismo e vintage tornano ogni prima domenica del mese sulle oltre 200 bancarelle di piazza San Zeno e dintorni www.veronantiquaria.it. Ogni terzo sabato, invece, appuntamento con il più raccolto Mercato delle Tre A, sempre sullo spazio antistante la bella chiesa romanica dedicata al patrono della città, che custodisce al suo interno un bel trittico del Mantegna. E dopo aver bighellonato tra antiques di ogni genere, sosta gourmande al ristorante Al Calmiere, nella cui grande sala affacciata sulla piazza vengono proposti i classici della cucina veronese.

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