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Rosso Ruchè del Monferrato: la qualità assoluta di una primizia piemontese

La Cantina Montalbera, nel cuore del Piemonte più prolifico dal punto di vista delle uve, non ha certo bisogno di presentazioni: tra i vini che vengono prodotti, nello straordinario e storico territorio del Monferrato, c’è il Ruchè di Castagnole, Docg, un prodotto intenso, dal gusto inconfondibile, con piacevoli sentori di rosa e di viola selvatica, note fruttate di albicocca, e una tonalità speziata che lo rende unico al mondo. Un vino “deciso”, che ha bisogno naturalmente di accompagnamenti che reggano in pieno il principio del “gioco di forze”. Ma prima di addentrarci nella logica degli abbinamenti, affrontiamo insieme l’affascinante storia del Ruchè. Una delle ipotesi è che derivi da “San Rocco”, una comunità di Monaci devoti a questo Santo, che avrebbero introdotto la Sua coltivazione in zona. Altra tesi vogliono che il nome derivi dal termine piemontese “roche” , inteso come vitigno coltivato nelle zone arroccate del Monferrato. La tesi più accreditata, tuttavia, è che il Ruchè derivi da antichi vitigni dell’Alta Savoia. Ciò che è certo è che nel Monferrato questa varietà ha trovato la sua terra di elezione di massima espressione qualitativa. La rinascita del Ruchè si deve negli anni Settanta ad un parroco illuminato, Don Giacomo Cauda, a cui viene attribuita la riscoperta di un vitigno che rischiava di scomparire. Arrivato a Castagnole Monferrato alla fine degli anni Settanta, infatti, Don Cauda trovò come “beneficio parrocchiale” 10 filari a Ruchè… e la storià iniziò. Il Ruchè negli abbinamenti ha una buona affinità con i formaggi stagionati ed erborinati e con primi piatti di pasta all’uovo ripiena come gli agnolotti. Nelle portate è particolarmente adatto ad accompagnare le carni rosse, sia a lunga cottura, come lo stufato, che al forno, come gli arrosti.

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