Salice piangente, albero secolare della tradizione italiana, straordinariamente bello

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Capita molto spesso di vedere nelle Regioni costiere della nostra Bella Italia da Vivere esemplari di Salice Piangente lungo corsi d’acqua o fiumi.

Questo è il suo habitat naturale perché teme fortemente la siccità. Può vivere bene anche in altre zone, ma le annaffiature dovranno essere frequenti e abbondanti, soprattutto in presenza di esemplari giovani. Il terreno deve essere sempre umido per consentire alle foglie di crescere sane e forti. Per questo motivo, le irrigazioni vanno raddoppiate durante la stagione estiva. Nei periodi di siccità, infatti, il primo a risentirne è l’apparato fogliare.

Il Salice Piangente è tra le poche piante che vivono bene in presenza di ristagni d’acqua. In virtù di questo, si può procedere ad una nuova annaffiatura anche in presenza di acqua stagnante. Il Salice Piangente si riproduce per talea legnosa durante il mese di aprile.

Dopo aver eseguito con cura il taglio, la piccola talea andrà posta in un terreno sabbioso fino all’emissione delle nuove radici. Il Salice Piangente vive bene in terreni leggeri e poco drenati, tanto da essere piantato in luoghi dove il terreno è quasi fangoso.

Non teme le temperature rigide ed è una pianta generalmente robusta e di media longevità che sopravvive anche in vasi molto grandi. Per fini puramente estetici, la potatura va effettuata all’inizio dell’inverno per ottenere in estate un fogliame ricco e lussureggiante. In caso contrario, vengono potati soltanto i rami preda di parassiti o danneggiati dalle condizioni atmosferiche, quali vento e freddo.

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