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Salmoiraghi e Viganò: l’eccellenza dell’ottica italiana con una storia immensa alle spalle

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Le origini di una delle più antiche aziende italiane del settore fotografico risalgono al 1864-65, quando a Milano il professor Ignazio Porro, noto scienziato, docente di ottica, inventore e precursore nel campo degli obiettivi grandangolari, dà vita ad una Officina Filotecnica, cioè non una vera e propria impresa, ma una sorta di laboratorio in cui viene prodotta strumentazione ottica e di misura a livello sperimentale in un numero molto limitato di esemplari.
Dell’iniziativa fa parte anche Alessandro Duroni, pioniere della fotografia italiana, colui che già dopo pochi mesi dopo l’annuncio di Daguerre esegue riprese di Milano con un apparecchio per dagherrotipo e che sarà con Porro anche nella fondazione della Società Tecnomasio Italiano; saranno i suoi eredi ad avviare a Milano nel 1886 il primo nucleo di quella che sarà poi la Murer e Duroni. Nel 1870, anno della morte di Duroni, entra a far parte dell’Officina l’ingegner Angelo Salmoiraghi, allievo di Ignazio Porro al Politecnico di Milano, che alla morte del maestro avvenuta nel 1875 ne assume la conduzione trasformandola in breve tempo in una vera e propria impresa.
La produzione riguarda naturalmente strumentazione ottica di precisione e apparecchiature per misurazione (topografia e disegno), ma già nel 1877 avviene un ampliamento dell’attività con la costruzione della prima macchina italiana per cucire.
Fino agli anni precedenti la seconda guerra mondiale la costruzione di obiettivi è una voce importante nella produzione di questa impresa e, accanto alle ottiche già citate, vengono commercializzati anche i modelli Orion, Lyra, Arthur, Phos e il grandangolare Regulus. Nella seconda metà degli anni Trenta viene poi stabilito un accordo commerciale con la Kodak AG di Stoccarda per la fornitura di ottiche Filotecnica Salmoiraghi destinate ad alcuni modelli di fotocamere della serie Retina.
Nel 1939 scompare Angelo Salmoiraghi, il fondatore dell’impresa, uno degli imprenditori di maggiore rilievo del suo tempo, senatore del Regno nei primi anni del XX secolo. Durante la seconda guerra mondiale gran parte della produzione è dedicata a strumentazione bellica, ma vengono studiati anche alcuni apparecchi fotografici in previsione di una ripresa dell’attività produttiva a fine conflitto, evento che invece non si verifica e di fatto nessuno di questi progetti sarà poi realizzato. Nei primi anni Cinquanta del Novecento l’azienda entra nel gruppo di imprese a partecipazione statale (IRI), uscendo completamente dal comparto della fotografia. Successivamente diviene parte della Aeritalia ed attualmente è accorpata nella Salmoiraghi e Viganò, impresa leader nel settore degli occhiali da vista.
A partire dal 1974 Dollond e Aitchison, storico gruppo europeo operante nel campo dell’ottica, acquista il marchio Salmoiraghi e Viganò, dando così vita a un’impresa formata da due realtà in precedenza concorrenti. Per venticinque anni la nuova insegna convive con le altre catene di ottica del gruppo, fino a quando, nel 2000, alcuni dirigenti italiani acquistano Salmoiraghi e Viganò. Dal 2002 Salmoiraghi e Viganò è di proprietà dell’Ingegner Dino Tabacchi. Oggi la società è composta da circa 1800 dipendentii e 400 negozi di proprietà e in franchising in Italia. Dal 2017 la Salmoiraghi e Viganò è passata di proprietà della Luxottica di Leonardo Del Vecchio.

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