la penisola delle Eccellenze

Chi arriva a San Gimignano dopo essere passato da Firenze, Pisa o Siena, resta certamente meno colpito dall’aspetto esteriore del Duomo. La semplicità della facciata romanica del XII secolo, difatti, non anticipa le meraviglie dell’interno.

Il Duomo di San Gimignano
Divisa in tre navate, la Collegiata di Santa Maria Assunta conserva sulle pareti alcuni capolavori. Sulla parte superiore della controfacciata c’è il Martirio di San Sebastiano di Benozzo Gozzoli mentre nella parte centrale lo straordinario Giudizio Universale di Taddeo di Bartolo. Lungo la parete di destra si trovano le Storie del Nuovo Testamento, degli allievi di Simone Martini, e sulla sinistra Storie del Vecchio Testamento di Bartolo di Fredi. Il transetto nasconde altri due tesori: il Crocifisso ligneo policromo del 1200 e la Cappella di Santa Fina (vedi punto 2). Accanto al Duomo, nel Dormitorio dei Cappellani, c’è il Museo di Arte Sacra. Nei due piani di questo piccolo ma meraviglioso museo sono conservati quadri, sculture, bassorilievi, codici miniati, tessuti e argenti che provengono dalle chiese e dai conventi del territorio. Le più pregevoli sono la Madonna della Rosa di Bartolo di Fredi, la grande pala di Fra Paolino da Pistoia che raffigura la Madonna col Bambino e i santi e un affresco staccato di Benozzo Gozzoli che raffigura Cristo e i Santi.

La Cappella di Santa Fina a San Gimignano

Santa Fina da San Gimignano non ha vissuto una vita facile. Dopo la morte della madre decise di vivere fino alla morte pregando distesa sopra una tavola di legno. Secondo la leggenda, San Gregorio Magno le annunciò la morte e quindi la vita eterna nel giorno della festa del santo.

Questo è quanto racconta, splendidamente, il Ghirlandaio con i suoi affreschi nell’omonima cappella del Duomo. Questa scena si trova sulla parete destra, e ritrae la santa distesa, con al fianco le due nutrici e San Gregorio in cielo che le annuncia il martirio. Proprio a questo fa riferimento il topolino nascosto sotto la panca: Santa Fina morì mangiata dai topi e dai vermi. Nella parete di sinistra sono dipinte le Esequie di santa Fina, in cui si compirono tre miracoli: la vecchia balia Beldia inginocchiata, con le mani tra quelle di Fina, fu liberata dalla paralisi. Il bambino lacrimante che tocca i piedi della santa riacquistò la vista. Le campane di tutte le torri di San Gimignano furono suonate dagli angeli, come indica l’angelo volante sulla torre più alta.