Preserved Lampascioni, Tassel grape, on a plate close up

Scopriamo i lampascioni, prelibatezza della terra salentina

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In dialetto salentino il termine pampasciune non è un complimento, si usa quando si vuol etichettare qualcuno di stupidità, quella stoltezza arricchita e venata da una sfumatura di creduloneria, ma in cucina tutto cambia e il lampascione, un prodotto diffuso nei confini locali, ma sconosciuto altrove, non lascia indifferenti. Le sue proprietà benefiche sono conosciute fin dai tempi antichi. Ovidio, ad esempio, li consigliava per migliorare le prestazioni amatorie. Il suo gusto amarognolo forse non piace a tutti, ma chi lo “ama” non può farne a meno: in agrodolce, bollito in acqua e aceto e poi condito con timo, peperoncino e olio extravergine di oliva, persino fritto o in crema, spalmato sulle bruschette, questo lontano parente dell’aglio considerato come una cipolla selvatica si presta a tantissime ricette. Ecco allora cosa preparare con questi buonissimi bulbi appartenenti alla famiglia delle Liliaceae. In passato non vi era negozio che vendeva vino, la ‘putea’ che non avesse li ‘pampasciuni ccunzati’, semplicemente conditi con sale, pepe e olio, e offerti al pubblico invogliando l’acquisto del vino. La ricetta che vi proponiamo è quella delle polpette di lampascioni, un antipasto caldo che gli amanti dei sapori decisi e particolari apprezzeranno sicuramente, data la presenza dell’aglio, del pecorino e dell’ingrediente principale che è il lampascione.

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