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Siamo quello che mangiamo: l’offerta culinaria di Roma sempre più varia tra tradizione e innovazione

Pensi di conoscere una città e poi ti sorprendi per aver assaporato solo una piccola porzione della sua infinita grandezza. Esiste un modo per scoprire davvero Roma? Forse no, ma un buon metodo per provarci è sedendosi a tavola. E anche in questo caso, ben presto ti rendi conto di quanto i locali siano variegati ed eterogenei, proprio come il luogo che li ospita. Tradizionali e moderne osterie di quartiere, da una parte, per arrivare a storiche ed eleganti realtà da bon vivant. Farsi prendere per mano e lasciarsi guidare, alla scoperta della romanità più autentica, è facile e coinvolgente. Muovendosi di fretta per la città, con la storia a fare da cornice durante le giornate, capita di ritrovarsi nel bel mezzo di Ostiense. Quartiere che abbraccia un po’ tutte le epoche, mostra i suoi resti archeologici, racconta storie e si fonde con la street art. Un bombardamento di colori e rumori. Si susseguono i murales, i più signiicativi tra via del Porto Fluviale, via dei Magazzini Generali e via delle Conce. C’è tanto da scoprire, seguendo le auto in coda volgete lo sguardo al Gazometro, enorme cilindro di acciaio che, perduta l’originaria funzione, è diventato simbolo di un’archeologia industriale. Proprio lungo queste strade, lontano dall’Urbe imperiale, è possibile trovare solidi presidi di cucina romana come l’Osteria Fratelli Mori. Attaccamento al territorio e familiarità hanno permesso ai due osti contemporanei, Alessandro e Francesco, di diventare un punto di riferimento, tra polpette di bollito e risate con i clienti. Andando alla ricerca di una ristorazione schietta, poi, impossibile non fare visita a Trattoria Pennestri. Anche qui, un duo: Valeria Payero in sala e Tommaso Pennestri in cucina. Un servizio attento ma informale, un menu breve che varia spesso. Un ambiente dove si sta bene, si utilizzano ingredienti popolari e si ritoccano le ricette in virtù di una creatività intelligente e studiata. Abbandonati gli infissi di legno scuro dei Pennestri, bastano cinque minuti a piedi per raggiungere la Piramide Cestia, monumento funerario alto 37 metri con base quadrata di 30, realizzato nel 12 a.C. La Piramide è al confine con Testaccio, rione genuino e popolare. Non è fuori luogo definirlo un museo a cielo aperto: qui ammiri davvero di tutto. In pochi chilometri si passa dal Cimitero Acattolico, dove sono sepolti illustri personaggi tra cui Gadda, Gramsci e Keats, all’Ex Mattatoio al cui interno è situata una sezione del MACRO, uno dei più grandi poli museali di arte contemporanea.

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