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Storia del primo calendario della Roma Antica

Il concetto che premette l’inizio e la fne di un susseguirsi ciclico del tempo è, come il Natale, una ricorrenza e un simbolo archetipale, patrimonio spirituale dell’umanità intera. A tutte le latitudini del mondo intero, con date varie, l’inizio di un anno nuovo è osservato e celebrato puntualmente. Nella società occidentale, l’idea d’inizio di un nuovo ciclo del tempo affonda le radici nella notte dei tempi della spiritualità indoeuropea. Quindi di origine pagana, e più vicino a noi, romana antica. Il primo calendario romano era di dieci mesi, fu istituito da Romolo, nel 753 a.C., data di fondazione dell’Urbe, e subì diverse modifche nel corso dei secoli. Nel 713 a.C., Numa Pompilio, secondo dei sette re di Roma, aggiunse due mesi, gennaio e febbraio. Ecco perché il nostro dodicesimo mese si chiama ancora “Dicembre’’, cioè decimo mese, che non è. Il calendario di Romolo aveva inizio il primo marzo, in onore dell’antico ed italico Marte, il quale, oltre ad essere dio della guerra, era anche una divinità del mondo vegetale, della vita che risorge e delle messi (Ceres, la Grande Madre verrà dopo, dal Medio-Oriente). Il Frazer nella sua monumentale opera in dieci volumi“, The Golden bough’’(Il Ramo d’oro), presenta Marte, oltre che dio della guerra, anche quale dio purifcatore che immolava, sacrifcava e rinnovava la vita; parallelamente ad una natura che moriva in autunno e rinasceva appunto a marzo, il suo mese. Infatti, febbraio, mese preparatorio per marzo, deriva dal latino “febrarius’’, dal verbo ‘’februare’’, cioè purifcare; a sua volta dall’etrusco ‘’februus’’ e dalla romana dea “Febris’’. Quindi, all’origine, Marte fu una divinità maschile tutelare del risveglio della vita e della natura a primavera, quindi di un nuovo inizio. Tutto questo nella rigida osservanza di periodi fasti o nefasti, in concordanza con le convinzioni religiose e dei cicli naturali, che per la società tradizionale rivestivano una precisa fatidicità. Nel 46 a.C. Giulio Cesare, quale pontefce, innovò il calendario, portando la durata dell’anno a 365 giorni ed introdusse l’anno bisestile. Il mese Quintilius fu ribattezzato Iulius (luglio) nel 44 a.C., in onore di Giulio Cesare e sextilis fu ribattezzato Augustus (agosto) dall’imperatore Ottaviano Augusto. Il calendario giuliano rimase in vigore per lungo tempo, anche dopo la caduta dell’Impero romano e fu sostituito solo nel 1582 dal calendario gregoriano (l’attuale), con cui fu precisata la durata dei mesi e la numerazione degli anni. Non si conosce quando si passò a considerare il primo gennaio come inizio dell’anno. Alcuni autori attribuiscono la decisione al re pontefce Numa Pompilio. In origine, il calendario romano di Romolo sembra lunare, ma la durata dei suoi dieci mesi è solare (tutti di 30 e 31 giorni, invece dei 29.5 giorni, tipici dei mesi lunari). 

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