la penisola delle Eccellenze

Di Saula Giusto

L’incontro con Elisabetta Bracco, friulana doc, titolare di Bracco 1881, avvenuto nel corso dell’ultimo Merano Wine Festival, mi è rimasto molto impresso. Era nato subito un bellissimo feeling e mi è tanto dispiaciuto che la mancanza di eventi, la pandemia e la distanza mi abbiano impedito di rivederla per approfondire la sua conoscenza e, magari, anche per poter andare a trovarla in azienda.

Sono dunque molto felice di poter condividere la sua intervista audio, che ho realizzato per Wine Soundtrack, ora scaricabile online come podcast: https://www.winesoundtrack.com/it/podcast/brazzano-%C3%A8-terra-di-confini

Perchè Elisabetta mi ha trasmesso ‘a pelle’, come si dice, di essere una donna dolce e fortissima al tempo stesso. Si è presentata con un sorriso aperto ed accogliente, mi ha messa a mio totale agio come se ci conoscessimo da tempo, ma è stata anche capace di raccontarmi, con sincerità, una storia personale molto‘tosta’, fatta di sacrifici, passione e tanta, tantissima determinazione.

Una storia che parte da quella della propria azienda, nata anni addietro.

I vigneti
Il territorio di Brazzano

La storia di Bracco 1881

Mattia Brach nel lontano 1881 avvia, come mezzadro, la coltivazione di viti nei pressi del colle di San Giorgio, al tempo territorio austro ungarico, capostipite di una lunga storia di famiglia di vignaioli, presso il piccolo comune di Brazzano, nei pressi di Cormòns in Friuli. A Mattia segue Giovanni Battista, che da giovane mezzadro diviene il primo vero proprietario contadino di famiglia ma, come cita un proverbio africano,’puoi svegliarti anche molto presto all’alba, ma il tuo destino si è svegliato mezz’ora prima di te’. Di lì a poco infatti, nel 1915, iniziò la prima grande guerra, che coinvolse l’italia tutta ma, in maniera devastante, soprattutto il confine austro ungarico e la campagna di Brazzano che venne abbandonata e deturpata.

Le terre di famiglia divennero italiane e, durante la dittatura fascista alla famiglia Brach venne imposto il nuovo cognome italianizzato Bracco. Giovanni, figlio di Giovanni Battista, rientrato dalla seconda Guerra Mondiale assume le redini dell’azienda e mette a dimora il primo vigneto di Tokai friulano, che rappresenta la rinascita della viticoltura locale.

Da quel momento il resto è storia: trasferisce attività e famiglia dal centro del paese al cuore dei suoi vigneti, con il figlio Alfredo, pianta il primo vigneto a Malvasia Istriana. I successi e riconoscimenti si susseguono anno dopo anno e Alfredo, succeduto al papà, assieme alla moglie Giuliana pianterà anche il nobile Refosco dal Peduncolo Rosso.

Cinque sono ormai le generazioni che si susseguono nella famiglia Bracco e 120 anni di storia, di passione e di impegno.

https://www.bracco1881.com/

Elisabetta Bracco

L’arrivo in azienda di Elisabetta

Elisabetta, figlia di Giuliana ed Alfredo, dal Collio, è partita per crescere e trovare la sua strada, prima alla facoltà di Agraria dell’Università di Udine e poi al prestigioso Institut national de la recherche agronomique di Bordeaux, la Mecca del vino.

Elisabetta racconta: «Sono figlia d’arte sia per padre che per madre. Entrambi i rami familiari producevano vino fin da quando le denominazioni Collio e Isonzo ancora non esistevano. Eppure da bambina non avrei mai pensato di occuparmi di vino, perché sono una femmina e certi retaggi sono duri da superare in queste terre. Mio fratello era l’erede designato ma è morto nel 1987 e allora, piano piano, è cominciato il mio difficile inserimento in azienda. Quotidianamente dovevo dimostrare a mio padre di avere le capacità per prendere in mano l’attività, sostituire nella sua testa quella figura che non c’era più».

Il percorso professionale e di vita

Capacità, talento e dedizione sostengono Elisabetta in questo percorso di crescita e nel 2000, dopo l’esperienza a Bordeaux, arriva l’ingresso ufficiale nell’azienda di famiglia, dove introduce immediatamente la sitoviticoltura, individua le ‘vielles vignes’ e crea la linea del fondatore, la Selezione Mattia Brach, che sarà l’ultima vendemmia con lo storico nome Tocai Friulano. Nel 2003 l’azienda diventa sua a tutti gli effetti e nel 2016 si allarga con il vicino Dominio La Mont, ereditato dal ramo familiare materno. Le uve sono quelle tipiche del territorio: Friulano (ex Tocai), Malvasia istriana e Sauvignon per i bianchi, Refosco dal peduncolo rosso e Merlot per i rossi.

Elisabetta, custode convinta della propria terra e consapevole della complessità dell’ecosistema in cui opera, decide anche di intraprendere ulteriori studi iscrivendosi al MBA in Wine Business presso il MIB  School of Management di Trieste. Apprende così concetti innovativi nel campo della comunicazione ed avvia un processo di lento rinnovamento aziendale. Con una rara combinazione di tecnica viticola e sensibilità enologica, Elisabetta ha mantenuto il profilo classico del Friulano, dando al padre dei vini bianchi friulani il nome di “Ultimo”. Prima vendemmia 2016 in Collio. Elisabetta eredita tramite la madre Giuliana il podere di Ca’ delle Vallade di proprietà della famiglia Perabò. Si uniscono così due dinastie di viticoltori, nel segno del romanticismo friulano!

Elisabetta e i suoi vini

Oggi…

Oggi è dunque una donna e un’imprenditrice di successo, titolare di un’azienda da 50mila bottiglie l’anno con sede a Brazzano di Cormons, nel cuore di territori vocati al vino come Isonzo e Collio. E’ anche una madre di due figli, Leonardo (nato nel 2001) e Rolando (2003), dei quali ha celebrato le nascite piantando a dimora due vigneti che portano questi nomi; come si usa da queste parti.