la penisola delle Eccellenze

Tiziano Sclavi è uno di quei classici personaggi italiani che se fosse nato in America non solo sarebbe diventato miliardario e magari conteso da tutte le case di produzione cinematografica, ma avrebbe anche raggiunto senza dubbio lo “status” di culto assoluto. Loro hanno Stephen King (un grande scrittore, nessuno lo nega), noi abbiamo Tiziano Sclavi: il primo è celebrato come un guru planetario mentre il secondo lo conoscono in pochi e di solito vende pochissime copie dei suoi romanzi.

Per fortuna allo schivo scrittore milanese è venuto incontro il fumetto. Sì perchè Sclavi oltre ad essere il geniale scrittore di romanzi neri, molto più visionario e dalla penna più fine di molti “bestselleristi” d’oltreoceano è l’inventore del personaggio fumettistico del ventennio: quel Dylan Dog ormai sinonimo di orrore e soprannaturale.

Creatore di Dylan Dog, Tiziano Sclavi è giornalista e scrittore. Oltre all’intensa attività nel campo dei fumetti, ha al suo attivo oltre dieci romanzi, due dei quali sono diventati film. Uno in particolare, Dellamorte Dellamore, diretto da Michele Soavi, è stato distribuito in molti paesi del mondo (con il titolo The Cemetery Man) e negli Stati Uniti è stato apprezzato da registi del calibro di Martin Scorsese, Quentin Tarantino e Terry Gilliam.

Sclavi nasce a Broni, in provincia di Pavia, il 3 aprile 1953. Con articoli e racconti collabora a una miriade di riviste come “Corriere dei Ragazzi”, “Amica”, “Salve”, “Corriere dei Piccoli”, “Millelibri”, “Il Giornalino”. Come autore di fumetti, ha creato Altai & Jonson e Silas Finn (disegnati da Giorgio Cavazzano), Agente Allen e Vita da cani (visualizzati rispettivamente da Mario Rossi e da Gino Gavioli). Nel 1982, entra a far parte della redazione Bonelli, per la quale scrive due sceneggiature di Ken Parker (su soggetto di Giancarlo Berardi), alcune storie di Zagor, Mister No e Martin Mystère e crea Kerry il trapper (nel 1983, per i disegni dei fratelli Di Vitto e di Marco Bianchini), Dylan Dog (nel 1986, il personaggio che lo ha consacrato come uno dei maggiori talenti del fumetto moderno) e Roy Mann (1987, illustrato da Attilio Micheluzzi).

Suoi sono i testi di Horror Cico, albo estivo dedicato al simpatico amico di Zagor. Sclavi è stato anche sceneggiatore televisivo, paroliere di canzoni, copywriter pubblicitario e disegnatore. Come romanziere ha scritto, tra gli altri, Film, Tre, Dellamorte Dellamore, Nero., Sogni di sangue, Apocalisse, La circolazione del sangue, Le etichette delle camicie, Non è successo niente, Il tornado di valle Scuropasso.