la penisola delle Eccellenze

Stai cercando un po’ di esoterismo a Torino? Ci sono moltissimi posti nella città dal significato nascosto, che in pochi conoscono. Torino è infatti soprannominata “la città magica”, perché ad essa sono legate miti e leggende di culti esoterici. La città è nota per essere una delle punte del triangolo di magia bianca (con Praga e Lione) del mondo. Costruita nel punto in cui il fiume Po (che indicherebbe il Sole) e la Dora (che sarebbe invece la luna) confluiscono, sarebbe dotata di “porte” nei punti cardinali. Inoltre il 45° parallelo passa per il centro della città e questo accumulerebbe una grande quantità di magia positiva.

A Torino l’esoterismo è presente anche in diversi monumenti sparsi per la città, chiese e persino nella Mole Antonelliana. Ci sono dei punti rappresentativi della magia bianca (quella buona) ma altri della magia nera (maligna). Infatti per anni le messe nere sono state un problema per l’amministrazione cittadina, che ha dovuto chiudere il Mausoleo della Bela Rosin, oggi ristrutturato in biblioteca. In realtà, sparsi per la città ci sono simboli magici, mascheroni, draghi, meduse, serpenti che si sporgono dai meravigliosi edifici del centro storico.

Ad esempio, in via Lascaris c’era in passato una Loggia Massonica. Alla base del palazzo, oggi sede di una banca, si trovano delle strane fessure a forma di occhi, che dovevano essere dei punti di sfiato e/o di illuminazione per i locali nel sottosuolo. Negli anni, a causa della loro strana forma, si è diffusa la credenza che si tratti degli occhi del diavolo.

Tra i monumenti a Torino la Mole Antonelliana è sicuramente quello più famoso. Vero simbolo della città di Torino, è l’opera più conosciuta dell’architetto Antonelli. Oltre ai significati più conosciuti, la Mole è uno dei simboli esoterici di magia bianca del capoluogo piemontese. Secondo gli esperti di esoterismo, la Mole sarebbe un’enorme antenna che irradia l’energia positiva presa dal sottosuolo di tipo maschile (quella femminile è invece collegata alla Gran Madre) in grado di fare da equilibratore.

Una leggenda che riguarda la Mole vuole che custodisca il Sacro Graal, in quanto la statua della Fede davanti alla Gran Madre avrebbe lo sguardo rivolto proprio verso l’edificio. Inoltre, la Mole rappresenta uno dei tanti simboli massonici italici, infatti Alessandro Antonelli, l’architetto che ne iniziò la costruzione nel 1863, era un massone.

Infine, Nietzsche vide nella Mole l’immagine di Zarathustra. In una sua lettera scritta quando era a Torino, infatti, il filosofo riporta di averla “Battezzata Ecce Homo” e di averla “circondata nello spirito con un immenso spazio“. Secondo il suo biografo, Anacleto Verrecchia, Nietzsche amava pranzare nei dintorni della Mole per goderne dei benefici influssi.