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Torna la grande commedia d’autore nello stile di Alberto Sordi: esce al cinema il terzo film di Massimiliano Bruno

Un regista giovane, intelligente acuto. Un cast di attori di tutto rispetto, con alle spalle un bagaglio di esperienza già notevole. Il cinema italiano d’autore, ma in fondo anche non troppo impegnato ma con quel pizzico di leggerezza che non fa mai male, la commedia costruita con criterio e solidità: perché i nostri artisti sanno fare i film e lo dimostrano.

La seconda guerra mondiale, il 1943, l’Italia divisa e armata l’una contro l’altra torna in un altro film del nostro cinema che sceglie di raccontarlo con i toni del fantasy e, in questo caso, anche della commedia. In questo marzo arriva nelle sale “C’era una volta il crimine”, terzo capitolo della saga del regista Massimiliano Bruno, incentrata sui viaggi nel tempo di un gruppo di personaggi “sordiani”, tre mascalzoni un po’ cialtroni ma dal cuore d’oro, alla continua ricerca di un modo veloce per arricchirsi.

Per farlo sfruttano i viaggi nel tempo, la scoperta di un ponte di Einstein-Rosen che consente loro di spostarsi nella Storia e compiere furti e crimini per arricchimento personale.

Lo spunto del terzo film, che nel titolo riecheggia “alla Sergio Leone” una certa nostalgia per il nostro passato è proprio il 1943, nel tentativo di rubare la Monna Lisa.

Se Freaks Out di Gabriele Mainetti aveva elaborato un approccio tutto italiano al genere supereroistico, riecheggiando anche temi e ambienti del nostro Neorelismo, Bruno porta i suoi criminali un po’ sfigati a confrontarsi con Mussolini, Hitler, l’esercito nazista, l’8 settembre e addirittura Sandro Pertini, cercando un gusto retrò per la commedia all’italiana.

Dopo aver afrontato la Banda della Magliana nel primo film e i Gomorristi nel sequel Ritorno al Crimine, Moreno (Marco Giallini), Giuseppe (Gian Marco Tognazzi) e Renatino (Edoardo Leo) si ritrovano in un momento storico significativo.

Due le new entry: Claudio (Giampaolo Morelli), che cerca il riscatto sociale dopo anni di fallimenti e frustrazioni, e Adele, una rivoluzionaria che ha il volto e il garbo di Carolina Crescentini. 

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