la penisola delle eccellenze

Con un settore che, anno dopo anno, conta sempre più appassionati ed estimatori e con numeri che dicono quanto il vino italiano stia andando bene nel mondo (il 2021 ha chiuso col +12,4%, per un corrispettivo di 7,1 miliardi di euro), la 54esima edizione di Vinitaly guarda con ottimismo al suo nuovo appuntamento, come da tradizione, presso Veronafiere.

Dal 10 al 13 aprile sono attese più di 4.000 aziende espositrici, coinvolti oltre 60 Paesi e previsti 500 top buyer.

«Stiamo riscontrando un alto tasso di fiducia e di aspettativa sia da parte degli operatori internazionali che dalle aziende espositrici – ha dichiarato il direttore generale di Veronafiere, Giovanni Mantovani – con l’adesione di delegazioni che coprono le aree di Canada, Usa con particolare riguardo C a Midwest, West Coast e Texas, oltre che Singapore, Malesia e, per l’Europa, Paesi Scandinavi, Danimarca, Paesi Bassi, Germania, Svizzera e da alcune aree tra le più interessanti dell’Est Europa, come la Polonia.

Stiamo attuando azioni importanti anche nel Regno Unito del dopo Brexit: un mercato che rimane molto interessante pur con andamenti a macchia di leopardo a seconda del prodotto».

Valorizzare i prodotti nazionali, quindi, ma dialogare col resto del mondo, come accade, per esempio, con le delegazioni del Centro America, con focus sull’emergente Messico.

Ma c’è spazio anche per il Giappone, grazie alla collaborazione col Ministero degli Affari Esteri, e per l’Africa. La 54esima edizione di Vinitaly si suddivide in diverse aree tematiche, ognuna con uno specifico padiglione da visitare e scoprire.

Si va dalla International wine Hall, dedicata alla produzione internazionale con le sue degustazioni guidate, al Vinitaly Bio, per raccontare il vino biologico certiicato prodotto in Italia e all’estero e visitare l’enoteca bio qui presente.

E ancora, la Vinitaly Tasting – The DoctorWine Selection, l’evento-degustazione in collaborazione con il giornalista Daniele Cernilli (riservato a buyer e operatori del canale Ho.re.ca.), e Micro Mega Wines, la nuova sezione della manifestazione che si concentra  su  alcune aziende vitivinicole nostrane caratterizzate da vini dai piccoli volumi di produzione nati da varietà d’uva e terroir unici.

La grande ricchezza di cultivar autoctone e di biodiversità di terroir, tra l’altro, è uno degli aspetti che ha reso grande il vino italiano: promuovere e far conoscere queste produzioni di nicchia e a tiratura limitata, non riproducibili in nessun’altra parte del mondo, passa soprattutto dal racconto di passione e perseveranza delle donne e degli uomini che stanno dietro una bottiglia. Inine, le ultime aree tematiche: quella dedicata alla Mixology, l’arte del bere miscelato con 14 masterclass tenute da bartender; Vinitaly Design, con accessori e prodotti che completano l’oferta legata al vino, ed Enolitech, il salone internazionale dedicato a tutta la iliera tecnologica applicata alla vitivinicoltura, all’olivicoltura e al beverage. 

Condividi articolo

Potrebbe interessarti

error: Il contenuto è protetto da copyright !!