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Torre degli Asinelli a Bologna: tra leggenda, storia e realtà

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Fantasia e realtà si fondono alla perfezione: la leggenda abbraccia la storia, la cultura, il patrimonio locale. Siamo in Emilia e la favola che vi raccontiamo ha un profondo senso di verità e serve a dare una spiegazione logica ai monumenti simbolo della città di Bologna. E’ come se il popolo cercasse sempre da una parte il fascino dell’invenzione, per arricchire e corroborare ciò che lo circondava. Dall’altra parte però si respirava la profonda esigenza di comprendere ciò che gli stava intorno, cercando anche la strada della logica e del ragionamento. Il tutto naturalmente si traduce in un profondo senso di appartenenza per la realtà in cui si vive. La Torre Garisenda e la Torre degli Asinelli sono i simboli della meravigliosa città di Bologna. Si ergono maestose al centro della città, tra i principali monumenti e gli storici palazzi. Proprio sulla Torre degli Asinelli c’è una antica leggenda. La storia certifica che tale torre sia stata realizzata nel 1100 dalla famiglia ghibellina degli Asinelli, ma la leggenda narra tutt’altra storia. Un contadino possedeva due asinelli, forti e in salute, che lo aiutavano nei duri lavori quotidiani nei campi. Il contadino non faceva altro che lavorare, con la speranza di riuscire, risparmiando i pochi guadagni, a comprare qualche altro terreno ed espandere le sue proprietà. Durante una normale giornata di lavoro gli asinelli cominciarono a scalciare, per poi iniziare a scavare nel terreno. Il contadino non credeva ai suoi occhi: un baule pieno di monete d’oro e di argento uscì dalla terra. L’uomo non rivelò a nessuno, neanche alla famiglia, di aver scoperto quello che aveva chiamato “il tesoro degli asinelli”. Il contadino, con discrezione e senza mai dare nell’occhio, incrementò il suo tenore di vita, permettendo anche al figlio di studiare affiancato dai più bravi precettori dell’epoca. Il giovane si innamorò di una fanciulla appartenente ad una delle famiglie più importanti e ricche delle città. Tra i due fu subito amore, ma restarono sempre con i piedi per terra, senza farsi troppe illusioni, poiché era troppo il divario sociale tra le due famiglie. La ragazza, innamorata dell’umile figlio del contadino, piangeva giorno e notte, disperata per un amore che non poteva mai sbocciare. Fu così che il giovane, non potendo più resistere nel vedere la propria amata in quello stato, decise di affrontare la nobile famiglia, chiedendo la mano della ragazza. Il padre della fanciulla scoppiò in una grande risata e disse: “Sì, il matrimonio ci sarà, ma a patto che riuscirai a costruire una torre altissima”. Il giovane non sapeva cosa fare e si confidò con padre, che gli consegnò il tesoro degli asinelli. Così i lavori per la costruzione della torre iniziarono subito e poco tempo dopo la stessa si ergeva nel cuore della cittadina. La Torre degli Asinelli fu finita e i due giovani riuscirono a sposarsi e vivere felicemente la loro vita.

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