woman in a wet white dress going out of a lake. Tenderness and simple beauty

Trentino Alto Adige: la leggenda della ninfa del Lago di Carezza

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Nelle Regioni di montagna italiane, durante i freddi inverni, i nonni intrattenevano i nipotini intorno al fuoco con storie e leggende intrise di fantasia ma anche di realtà, di storia, di folklore: narrazioni suggestive che affondano le loro radici nella notte dei tempi, affidate a volte al profondo senso di religiosità e di fede, o episodi che avevano a che fare con la storia, sia essa piacevole o drammatica. Storie di vita e leggende legate anche alla natura, ai colori delle stagioni, quasi per cercare di dare una romantica spiegazione a ciò che ci circonda. In particolare in Trentino, nel nostro bellissimo Trentino perla dell’Italia da Vivere, i cosiddetti giorni della merla corrispondono sempre a numerose leggende: un territorio carico di cultura e di sapere, con persone genuine, straordinarie, abituate a una vita semplice e dura. E qui i racconti diventano calore, congiunzione familiare, legami profondi che il tempo non può scalfire, quando le generazioni così diverse di nonni e nipoti venivano unite dall’arte della parola che sapeva creare armonia e forza. I colori dell’iride, secondo le leggende del Trentino, sono legati alla suggestiva storia di una ninfa, la ninfa del Lago di Carezza. Si narra che molti anni fa nel lago di Carezza vivesse una ninfa bellissima che con il suo canto deliziava tutti i viandanti diretti al passo di Costalunga. Un giorno passò di lì lo stregone di Masarè che udendo la sua voce se ne innamorò perdutamente. Lo stregone utilizzò tutti i suoi poteri per conquistare la ninfa, ma senza successo. Chiese aiuto allora alla strega di Lagwerda, che gli consigliò di travestirsi da venditore di gioielli, di stendere un arcobaleno dal Catinaccio al Latemar e di recarsi al lago. La ninfa rimase meravigliata di fronte all’arcobaleno, ma appena vide lo stregone si immerse nuovamente nelle acque del lago e mai più nessuno la rivide. Lo stregone, distrutto dalle pene d’amore, strappò l’arcobaleno dal cielo e lo gettò nel lago. Questa è la ragione per cui ancora oggi il lago di Carezza risplende di tutti i colori dell’iride.

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