la penisola delle Eccellenze

Tricase vanta una suggestiva appendice sul mare, la deliziosa Tricase Porto, antico villaggio di pescatori, con una spiaggetta e il porticciolo dominato da Villa Torre, dove il tempo sembra essersi fermato. Qui si cucina ancora secondo l’antica tradizione marinaresca e i santi si onorano con affascinanti processioni a mare. Da Tricase Porto inizia il litorale tricasino, che prosegue in direzione di Marina Serra, lungo 8 chilometri di coste rocciose e selvatiche incastonate in una vasta insenatura naturale, dove si trovano anche la Grotta dei Monaci, ricavata nell’arenaria, e la Grotta Matrona, raggiungibile solo a nuoto.

Cuore del centro storico è il caratteristico Rione Puzzu, raggiungibile superando l’intricato dedalo di viuzze dopo Porta Terra. Da qui, si dirama il borgo antico fino all’imponente Castello dei Principi Gallone, con la torre e il torrione trecenteschi, oggi sede del Comune. A pochi passi, inizia l’elegante reticolo di architetture sacre, dalla barocca Chiesa di San Domenico alla maestosa Chiesa Matrice voluta dai principi Gallone, dalla Chiesa della Natività, con l’ipogeo della Cripta della Madonna di Pompei, fino alla rinascimentale Chiesa di San Michele Arcangelo, orgoglio di piazza Pisanelli, considerata una delle “sette perle” dell’architettura salentina.

Tra mare e roccia, Tricase è compresa nel Parco Naturale Regionale Costa Otranto – Santa Maria di Leuca – Bosco Tricase, tra i più estesi della regione, caratterizzato da un paesaggio mozzafiato, uliveti e falesie a picco sul mare, e attraversato dai sentieri del trekking. Il Bosco Le Chiuse si raccoglie intorno all’imponente Quercia Vallonea, maestoso monumento verde con 700 anni di vita sulle spalle, detta anche dei Cento Cavalieri, perché, secondo la leggenda, sotto i suoi rami trovarono riparo cento soldati in partenza per una Crociata. Da qui si dirama il Parco delle Vallonee, con 1.700 esemplari sparsi nel territorio comunale.

È uno spettacolo straordinario quello del presepe vivente allestito ogni anno sulla collina di Monte Orco, in prossimità di Tricase. Tra i più longevi e grandi di tutto il Mezzogiorno, ha trent’anni sulle spalle, la rievocazione storica della Natività che attira sempre più visitatori e fedeli. Sono 35mila le lampadine che costellano la collina, tessendo una scenografia mozzafiato, con la riproduzione dettagliata di ambientazioni storiche romane e dei vecchi mestieri salentini, come il calzolaio, il conciabrocche, il casaro, le filatrici e le pastaie. Giunge dalla Palestina, la fiammella della Pace che illumina l’inizio del percorso e conduce al punto più affascinante, la Grotta della Natività.