la penisola delle Eccellenze

Lo stretto di Messina si estende tra Capo Peloro e Torre Cavallo nella parte nord e tra Capo d’Alì e Punta Pellaro in Calabria, nella parte sud; è largo circa 3 km e lungo 16.

Fin dall’antichità lo stretto di Messina era considerato come un tratto di mare molto pericoloso a causa dei venti violenti e delle correnti rapide e irregolari. A volte queste correnti possono raggiungere i 9 km orari e sono caratterizzate da due flussi opposti: uno che va da sud a nord chiamato rema montante e l’altro che va da nord a sud chiamato rema scendente.

Nei punti in cui si incontrano le due correnti opposte si formano dei vortici detti garofali; uno di loro viene chiamato Cariddi ed è originato dalla spiaggia del Faro, mentre l’altro, chiamato Scilla, è sempre originato dalla montante, ma si forma sulla costa tra Alta Fiumara e Punto Pizzo in Calabria.

Lo stretto di Messina è anche luogo in cui risiedono antichi miti e leggende. Sapevate ad esempio che nello stretto di Messina si può ammirare, in alcune condizioni meteo, il miraggio detto ‘fata Morgana’? Quando fa molto caldo e il mare è calmo si riflettono all’orizzonte le sagome degli edifici presenti sulla sponda sicula in forme allungate e in continuo movimento creando un suggestivo effetto ottico.

Secondo un’antica leggenda, durante le invasioni barbariche, i conquistatori che una volta attraversata l’intera penisola si trovarono a Reggio, furono spaventati dal fatto di non sapere come raggiungere la Sicilia perché sprovvisti di navi. In loro aiuto venne una meravigliosa figura femminile che apparse all’orizzonte e che promise loro di far apparire l’isola molto più vicina in modo che potessero raggiungerla facilmente. Il re barbaro preso dall’entusiasmo, scese dal cavallo e si buttò in acqua convinto di poter raggiungere l’isola con poche bracciate, ma l’incanto si ruppe all’improvviso e il re barbaro affogò miseramente.

Sebbene lo stretto sia ancora legato a miti e leggende, oggi ha perso in parte quella connotazione spaventosa che tanto impauriva i naviganti dell’antichità e oggi è attraversato giornalmente da centinaia di moderne imbarcazioni e traghetti da e per la Sicilia che collegano l’isola alla terraferma nel modo più semplice e veloce.